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“È l’ora della pensione per certi bus dell’Agesp”

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19 Ottobre 2006

Egregio Direttore,
sono una cittadina di Busto, una di quei pochi cittadini che ancora utilizzano i mezzi di trasporto pubblico urbano.Durante la bella stagione e anche in inverno, se non piove o nevica, mi sposto in bici….ma purtroppo oggi piove.
In questi casi per andare in ufficio prendo l’autobus della linea 55 alle 13,39 dalla fermata davanti al tribunale fino a Sacconago.
Adesso vorrei che qualcuno mi spiegasse perché a quell’ora su quella linea ci sono sempre in servizio le vetture più vecchie e malconce di tutto il parco automezzi dell’Agesp! Ormai le riconosco da quando spuntano in fondo alla strada…sedili poco stabili versione “mal di mare”, porte che si chiudono solo a metà, odori nauseanti (manco le avessero usate per trasportare bestiame)… e infatti quella di oggi, la vettura 50 tanto per intenderci, non faceva eccezione. Dai due finestrini due, uno davanti e uno dietro, totalmente abbassati la pioggia entrava a bagnare i sedili sottostanti. A nulla sono valsi i miei sforzi per tentare di chiuderli e a nulla è servito rivolgermi all’autista che ha continuato a ruminare la sua gomma senza dire una parola.
Morale, venti minuti di viaggio in mezzo all’aria corrente! Sono anni che questa storia si ripete, insieme alla scarsa puntualità (colpa del traffico!?) e al bel sistema di saltare le corse oppure le fermate.Sono stata testimone per due volte lo scorso inverno di comportamenti che mi hanno lasciata senza parole.
1) Inverno, quasi le 19, piove. Dalla stazione centrale all’Ospedale, l’autista decide di tagliare per via Caprera fino a Via Verri, con buona pace delle persone che eventualmente stavano sotto la pioggia ad aspettare l’autobus nelle quattro o cinque fermate su Via Mameli e Viale Duca D’Aosta.
2) Inverno, quasi le 19, piove. Dal semaforo di via XX Settembre con Viale Duca D’Aosta, invece di proseguire fino alla stazione centrale, l’autista gira a sinistra sul viale tagliando fuori tutto il percorso XX Settembre-Stazione-Via Mameli.
Ma da quando gli autobus si comportano come taxi?

Cordiali
saluti

Carla Mindassi

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