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…e la scuola nuoto del Palaghiaccio?

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20 Giugno 2005

Egregio Direttore,

tanto si sente parlare del Palaghiaccio e delle vicissitudini che lo stesso sta attraversando; si ha paura per la sparizione dalla scena della squadra di hockey dei mastini e preoccupazione per la sistemazione dello stabile.
Il Palaghiaccio di Varese è un impianto che viene definito il più gettonato della provincia grazie agli oltre 50.000 utenti l’anno che ne varcano la soglia.
E’ l’unico palazzo del ghiaccio della provincia, è vero, ma per un momento possiamo considerare che non è solo ghiaccio, esiste una piscina, anzi due ( una piccola e una grande ), che veicolano più dei due terzi dei tanto blasonati 50.000 utenti annui. Ma come è possibile, a Varese di piscine ce ne sono tante, di piste di pattinaggio una sola,…e la gente non è sempre la stessa?

Spesso si sentono frasi molto belle che sostengono l’importanza della promozione allo sport, dello sport per tutti e dello sport proposto dai professionisti, competenti e formati per curare oltre che l’aspetto tecnico anche l’aspetto educativo di quello che fanno, perchè è la loro professione …insegnare per necessità ma anche per passione.
L’amministrazione comunale deve trovare con urgenza una soluzione per mantenere aperte le piscine, …giustissimo.
Perché tante persone frequentano la piscina e perché la stragrande maggioranza di loro frequenta i corsi in quella piscina?
Esiste un gruppo di insegnanti di educazione fisica e tecnici federali, che operava all’interno del Palaghiaccio da oltre dieci anni, chi da quindici chi da quattordici, che è riuscito a consolidarsi in un’associazione sportiva con oltre 1000 soci; un gruppo garante di continuità e qualità, che ha saputo collaborare e ripartire le responsabilità per consentire lo svolgimento dell’attività sportiva a vantaggio di tutti. Grazie all’aiuto di questi soci collaboratori sono stati creati i presupposti per consentire alle giovani leve di assumere determinate responsabilità (anche settoriali) e di crescere in ambito sportivo.

Sopravvivere grazie alla qualità. Questo “gruppo forte” ha continuamente cercato nuove strade e attuato sforzi per consentire ai più giovani e ai meno giovani una pratica sportiva di qualità, variata e sicura, in modo che si potesse operare nel lungo periodo. Ha creato un ambiente sereno e motivante, in grado di seguire le evoluzioni nella disciplina e nel comportamento sportivo in generale e nel caso adattarvi obiettivi e contenuti. La stragrande maggioranza degli iscritti ai corsi e soci ha già dichiarato in passato, sottoscrivendo una petizione nel mese di febbraio, che la loro scelta dipendeva solo ed esclusivamente dalle garanzie di professionalità che questo gruppo di professionisti sapeva loro garantire e, per dirla tutta, non di certo per riservatezza e modernità degli spogliatoi o funzionalità dell’impianto in generale (vedi problemi di caldaie…).
Questo gruppo ha un nome ben preciso che si identifica nell’ associazione sportiva dilettantistica HAPPY SPORT TEAM, evoluzione di tutte le precedenti polisportive, sopravvissuta e rinata dalla travagliata situazione conflittuale che aveva contraddistinto la scena nel mese di febbraio. Forte della propria esperienza, l’associazione ha formalmente avanzato una dichiarazione d’intenti indirizzata all’illustrissimo sindaco, assessore allo sport e presidente della commissione sport, protocollata nell’ufficio comunale in data 12 maggio, nella quale si proponeva, in caso di bisogno, per gestire il settore piscine del Palaghiaccio. Nessuna risposta ufficiale è mai pervenuta.
Si parla della creazione di una cooperativa tra società del ghiaccio e società piscina per affrontare la prossima stagione, e anche in questo caso nessuno sembra accorgersi di una realtà societaria che vanta comunque più di 1000 soci; credo che questa associazione abbia fatto abbastanza per meritarsi, almeno, di essere considerata.

Adesso, che l’emergenza sembra alle porte, viene richiesto l’intervento di un’altra società, estranea all’impianto, che vanta il privilegio di gestire la piscina comunale “F.Fabiano” e di promuovere il settore agonistico. Tutto questo è molto triste e fa riflettere: sport per tutti o agonismo per pochi? Valeva la pena che questi professionisti dello sport lottassero tanto per costituire un’ associazione secondo i principi, forse anacronistici, in cui credono ?

Silvia Cattaneo

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