Ecco perchè una lista di cittadini è meglio
11 Marzo 2006
Il comunicato stampa diramato ieri da Gianni Bettoni a nome di alcuni partiti del centro-sinistra, ripreso anche da Varesenews ( A Castellanza la pazienza è agli sgoccioli ), è finalmente un atto di chiarezza nel nebuloso quadro cittadino che precede le elezioni amministrative. Dopo due mesi di manfrine, finalmente i partiti che stanno dietro a Insieme per Castellanza gettano la maschera e dicono che l’ex-sindaco Livio Frigoli non è gradito non solo come candidato ma neppure come risorsa per una lista civica unitaria.
Tutto ciò in un autocelebrativo documento che lascia poco spazio a qualunque ipotesi di alleanza su un piano di costruttiva collaborazione con chiccessia.
Ho personalmente chiesto ad Antonio Vialetto , coordinatore di Insieme per Castellanza, se questo gruppo condivida tale comunicato o, alla luce di un tentativo di accordo, intendesse prenderne le distanze. La risposta, giunta dopo un paio d’ore di riflessione, è stata che non vi è nulla di stonato e non vi è nulla da smentire nelle parole di Bettoni. Non mi è rimasto che annullare l’incontro previsto tra i nostri gruppi per ieri sera, che sarebbe a questo punto diventato uno sterile scontro.
Anche di questo Varesenews ha già dato ieri la versione di Insieme per Castellanza ( Fra Insieme per Castellanza e Gruppo Civico è maretta ).
Chiarita la nostra lettura di questi fatti recenti vorrei soffermarmi sul vero nodo della questione. Sbaglia chi crede che il problema sia l’ex-sindaco Frigoli: è evidente dallo scritto dei DS di Castellanza che la priorità delle segreterie dei partiti nel governare gli equilibri politici cittadini viene innanzitutto. E chiunque, per capacità o carisma, riesca a sovvertire questa logica è un nemico da avversare.
Ma chi conosce Castellanza sa che gli iscritti ai partiti sono a malapena un centinaio e il vero cuore pulsante della città sta altrove: nelle associazioni, negli oratori, nella società civile.
Pochi invece sanno che chi pretende di dettare in modo tanto contraddittorio le regole del gioco non vive, né lavora a Castellanza: Gianni Bettoni da Legnano (DS), Walter Chert da Olgiate Olona (Italia dei Valori), Andrea Barcucci da Busto Arsizio (Verdi), Cosimo Cerardi da Busto Arsizio (Comunisti Italiani) tanto per citare oltre la metà di questa ‘intellighenzia’. Senza discutere il valore delle persone sappiamo che essi hanno trovato a Castellanza un fecondo orticello dove coltivare frutti che altrove non attecchiscono; Castellanza è infatti la principale città dell’Alto Milanese non governata da una amministrazione allineata al duo Lega-Casa delle Libertà.
Sì, perchè la storia di Castellanza degli ultimi 10 anni è stata fatta da liste civiche di orientamento democratico e nessuno può smentire il fatto che con tutti i problemi esistenti, Castellanza sia una delle città più vivibili di questo territorio: università, lavoro, sanità, verde, cultura sono i nostri primati e ne dobbiamo andare fieri.
Fare i disfattisti serve solo a denigrare gli avversari e ad attizzare un clima di rancore: perchè Bettoni arriva a bollare Città Viva di “malgoverno”? Neppure chi ha decretato la sfiducia al sindaco Ponti ha mai usato queste parole: la giunta è stata messa in discussione solo e unicamente per una non adeguata capacità nel dare sviluppo adeguato al programma amministrativo concordato. Da qui al “malgoverno” ne corre! Certo il ‘teorema’ di Bettoni è questo: una lista “apartitica e apolitica” come Città Viva ha sbagliato e quindi ogni lista civica sbaglierà. Prima di tutto Città Viva non era “apolitica”: lo abbiamo detto e ridetto anche allo stesso Bettoni il quale deve ancora dimostrare che Città Viva si sia mai dichiarata tale. In secondo luogo prima di fare sillogismi sballati si farebbe meglio a guardare cosa è successo a Busto Arsizio con il sindaco Rosa, candidato come espressione della più pura gestione partitica, la cui negativa esperienza amministrativa (non ci sentiamo neppure in questo caso di usare il termine “malgoverno”) tanto difficile è stato estirpare.
Ma in generale la crisi dei partiti in Italia è sotto gli occhi di tutti e il loro futuro incerto: non dimentichiamo che la caduta del governo Prodi fu causata dai partiti e la partitocrazia è il più grave ostacolo che Prodi ha di fronte per i suoi possibili 5 anni di governo. Allora perchè ‘fondare’ un’alleanza tra cittadini a Castellanza sui partiti?
Non ce ne voglia Bettoni se con umiltà e passione ridaremo slancio a un percorso di costruzione di una lista civica di tutti i cittadini democratici che vogliano porsi al servizio della città. Senza rinnegare il ruolo dei partiti ma chiedendo a questi di non pretendere un protagonismo che, a Castellanza, è assolutamente fuori luogo. Senza rinnegare il passato che comunque fa di Castellanza un’isola felice e senza fare torto a persone che, con tutti i limiti e gli errori che può commettere chi ‘agisce’, hanno dato moltissimo alla città. Senza rancori e personalismi.



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