» Invia una lettera

Edilizia, a quando un cambio di rotta nelle norme?

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

3 Febbraio 2007

Caro direttore

opero nel settore delle costruzioni, mi occupo anche di sicurezza nei cantieri (sic che parole grosse), rimango colpito però sempre, quando vedo questi articoli.
La giusta persecuzione di questo modo “garibaldino” di lavorare, ma continuo a chiedermi il perché non si voglia capire che il problema è nel “manico”.

In tutti i settori è necessaria una formazione, corsi, abilitazioni, mentre per aprire un impresa edile, non serve niente tutto questo, (e aspetto con ansia le nuove liberalizzazioni).
Il 70 % delle imprese è di una persona, non parliamo di quelle intestate a mogli, casalinghe, diciottenni ecc. Ogni giorno assisto a scissioni delle imprese per eludere gli adempimenti, per diminuire i costi, Poi ci dobbiamo destreggiare su miriadi di sub-sub sub appalti.

Ma perché non si vuole cambiare rotta, perché non si impongono regole e norme precise per aprire un impresa di costruzioni, perché non si capisce che imprese da una persona non posso essere imprese e che quindi non debbono esistere. Perché non si rende necessaria la “direzione tecnica” a personale titolato (un corso base – un diploma – una laurea)?
Perché non si fa un passo indietro e si prende atto che il 50 % degli adempimenti richiesti a un cantiere è carta straccia e si focalizzi l’attenzione sulle cose fondamentali, che diventino un fondamento da inculcare nelle teste di tutti, committenti, imprese, maestranze, tecnici, amministrazioni, organi di controllo.

Così comè è una guerra tremenda, una frustrazione totale, parlare di sicurezza è bestemmiare, il mercato è questo e questo che bisogna cambiare con regole, poche ma precise.
Chi deve eseguire lavori guarda al mercato, non è al corrente delle norme e delle responsabilità (l’informazione è inesistente), le imprese (o quel che resta) si barcamenano rischiando giorno dopo giorno, sperando, non conoscendo, (provate a parlare con un “un impresario”, dei cartellini identificativi, del PRiMUS,del POS ecc), provate a colloquiare con i progettisti, quanti sanno di 494 (sicurezza nei cantieri) delle prescrizioni.

Ripeto cosi non si vince, la repressione non paga, bisogna informare e semplificare (non liberalizzare), cambiare il mercato far si che il rispetto delle norme non sia un costo, che non possano esistere (e quindi falsare il mercato) pseudo imprese non regolari.
Io lancio il mio grido, spero che qualcun’alto, qualcuno che possa fare qualcosa condivida e mediti!!

Cordiali saluti
Un coodinatore. Frustrato e idealista

Geom. Gaggioni Alberto

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.