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Fumatori di tutto il mondo unitevi

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5 Febbraio 2007

Egregio direttore,

Perdoni l’infervoro…
Ieri si è consumata l’ennesima pagina del lungo libro delle prevaricazioni di cui si è macchiato questo Stato moralista e ipocrita.
Dopo gli orrendi moniti scritti a caratteri cubitali sui pacchetti di sigarette che pare siano la causa di ogni male, dal buco dell’ozono alle malattie delle povere donne gravide che potrebbero, respirando la limpida aria della nostra poco trafficata città imbattersi in orribili tossine provenienti dalla bocca di qualche delinquente che nonostante le prediche del sig. Sirchia e dei mille salutisti televisivi si ostina a perseverare nell’orrendo vizio…
Ebbene, dopo che ci hanno costretto a uscire dai locali esponendoci alle intemperie che causano sì molti acciacchi…ieri c’è stato l’ennesimo aumento del prezzo di 10 subdoli centesimi che andranno ad arricchire i soliti palazzi e palazzinari romani.
Lo stato predica la prevenzione e intanto mantiene il monopolio e col nostro fumo si arricchisce,sfruttando il nostro vizio.
Certo, potremmo e dovremmo smettere penseranno i soliti catoni, sono d’accordo… perchè sarebbe davvero divertente vedere lo Stato privato dei milioni di euro che derivano dal consumo del tabacco.
Pensate che meraviglia sarebbe vedere i fior fior di professoroni ammettere nelle trasmissioni specializzate che in realtà il fumo non fa tanto male, negli spot ricomparirebbero le bionde e magari trasmetterebbero anche pubblicità progresso “pro fumo”, pur di vedere le entrate statali rimpinguarsi… magari Napolitano si accenderebbe una sigaretta durante il discorso di Capodanno (ve lo ricordate Tremonti che mangia il pollo durante l’aviaria?!?!?).
Ma, nonostante i divieti i fumatori aumentano con la protezione del buon Dio che in barba a tutti i medici ci ha mandato anche un mite inverno.
E voi, voi moralisti e salutisti continuate pure a guardarci con disgusto, noi proseguiremo in direzione ostinata e contraria, chissà forse inizieranno a svilupparsi società di mutuo soccorso di tabagisti dove cooperative compreranno sigarette e le rivenderanno sciolte come un tempo in farmacia.
Continuate a disprezzarci,ma ricordate la poesia di Gianfranco Funari- «Na sigaretta…pe fa’ che?…per fermà er tempo, o almeno per guardallo».

Marco T. Sperelli

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