Furti e bandiere rosse
10 Gennaio 2007
Egregio direttore,
ho letto la risposta del signor Fabrizio Mirabelli e mi sento in dovere di replicare. Per prima cosa non sono biondo , non ho gli occhi azzurri e non ho un SUV. In questo periodo sto studiando per gli esami e quindi mi scuso anticipatamente con il sig. Mirabelli nel caso che il nostro scambio di opinioni dovesse subire una battuta di arresto. Mi interesso di politica ma non conto di vivere facendo affidamento sulle cariche pubbliche o di partito e a casa mia ( genitori lavoratori dipendenti, nonni operai, bisnonni contadini) mi hanno sempre detto di pensare per prima cosa a studiare e a trovarmi un lavoro. (saggezza lombarda !)
Tornando al dunque,il segretario DS cita la Costituzione riempiendo una pagina di belle parole , sicuramente condivisibili, e di principi democratici fondamentali , peccato che nei fatti tutta questa uguaglianza per i comunisti non esista! Esempio: appropriarsi di un bene altrui si chiama FURTO ma se l’atto viene compiuto con bandiera rossa d’ordinanza diventa un ESPROPRIO PROLETARIO.
Danneggiare volontariamente proprietà private o pubbliche si chiama DANNEGGIAMENTO O ATTO VANDALICO però basta la solita bandiera rossa (meglio se accompagnata da effige di Che Guevara, e da bandiere di USA e Israele in fiamme ) che le vetrine infrante , i cassonetti in fiamme e le auto sprangate con le aste delle bandiere della pace diventano MANIFESTAZIONE PACIFISTA E ANTIMPERIALISTA .
Ovviamente la presenza della suddetta bandiera rossa fa si che il tutto venga minimizzato e ridimensionato con le solite finte prese di distanza rituali e , se qualcuno dei prodi vostri alleati finisce dentro anche per poco tempo, è subito un gran manifestare di “ fuori i compagni dalle galere “. IL vostro elastico metro di giudizio si allunga a dismisura con quelli che ritenete amici i quali , sapendo di essere compresi e protetti, possono permettersi di fare quello che fanno alla faccia della Costituzione e di tutte le leggi dello Stato !
Cordiali Saluti



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