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Gallarate è più complessa di quel che credevo

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17 Maggio 2006

Egregio Direttore,

ormai da 35 anni vivo stabilmente a Gallarate, ma sia per motivi di studio che di lavoro ho conosciuto bene questa città fin dall’adolescenza.
O almeno credevo di conoscerla; una città moderna dalle strade ampie, piuttosto trafficate che percorrevo in auto ad anello per commissioni od altro, evitando il più possibile il centro per mancanza di parcheggi.
Vivendo come la maggior parte delle donne una vita frenetica di casa, famiglia e lavoro, non mi potevo permettere tranne la domenica, il lusso di perdere tempo in passeggiate, magari guardando le vetrine, o di starmene seduta al parco osservando i bambini giocare.
Ma arriva quasi per tutti con l’età matura un tempo che permette di vivere più lentamente, di guardarsi in giro e scoprire che è arrivata primavera , di godere il caldo del sole direttamente sulla pelle e di non dover limitarsi a guardarlo dalla finestra di una fabbrica o di un ufficio pensando al weekend o sognando le vacanze.
Il tempo è una grande ricchezza e chi la possiede ha il dovere di metterne parte a disposizione degli altri; lo fanno in molti, chi aiutando nella cura dei nipoti, chi nel volontariato sociale.
Altre persone come me, credono che con la partecipazione politica si possa contribuire a cambiare in meglio la qualità della vita delle persone.
Bene, trovandomi coinvolta nella competizione per le elezioni amministrative gallaratesi come candidata DS al Consiglio Comunale, ed essendo fin dalla più tenera età pervicacemente convinta che l’importante è vincere e non partecipare, ho cercato di adempiere a quello che credo sia il compito di ogni buon/a canditato/a .
Mettere cioè le proprie idee e la propria faccia al servizio della lista che ti ha promosso cercando di portare a casa il massimo possibile di voti di preferenza.
Girando a piedi per volantinare di casella postale in casella, penetrando in alcuni vicoli del centro o in qualche portone di cortile rimasto aperto, ho scoperto una città, che nei miei veloci passaggi automobilistici contornati di palazzoni asettici, mai avrei immaginato.
Cortili di un tempo passato, abitazioni povere rese appena dignitose da qualche pennellata di vernice o da qualche pianticella in vaso sui davanzali .
Cortili ormai silenziosi, abitati da persone anziane, non più animati come nella mia infanzia dal vociare delle donne e dagli strilli dei giochi infantili.
Non c’è più spazio in questa società per i bambini, non ci sono case per le giovani coppie e nemmeno un futuro.
Viviamo una vita troppo frenetica e a gran parte dei nostri giovani sappiamo offrire solo lo sballo, un lavoro precario e un mutuo per la casa che strangolerà i loro anni migliori.
Cordiali saluti

Adriana Scanferla - Democratici di Sinistra Gallarate

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