Gli adorati furbetti
5 Ottobre 2006
Egregio Direttore,
mi scusi se la importuno con lamentele che non la riguardano, ma il suo “giornale” ha piu volte dato voce a crucci di lettori costretti quotidianamente a disagi o problematiche di svariato tipo.
Questa mia lettera vuole essere una specie di “resoconto”, in risposta al vostro articolo “IL CANTONE FERMA I FURBETTI CHE SALTANO LA CODA ALLA DOGANA”, pubblicato il giorno 25 Settembre.
Dunque.
Cominciamo con il dire che, ad una settimana circa dall’inizio dell’esperimento, uno degli obiettivi del progetto “nuova viabilità sulla dogana di Ponte Tresa” è stato pienamente raggiunto. Sono infatti spariti tutti quegli adorati furbetti, che facendosi beffe di tutti gli altri onesti “incolonnati”, si inventavano manovre da “attore consumato” (simulazione di parcheggio, retromarce innocenti, soste nel bel mezzo della carreggiata) causando, ovviamene, un incremento dei già lunghi tempi di attesa dei colleghi colonnari e mettendo a repentaglio l’incolumità di pedoni e motociclisti. Ottimo, allora…ben vengano le modifiche poste in atto dal Cantone…per una volta, si è ottenuto cio’ che ci si era prefissati…quei 34-40 personaggi, dall’egoismo egocentrico, li abbiamo fregati….
Andiamo oltre pero’, perché purtroppo, come in tutte le cose, non ci sono solo i lati positivi…il famoso rovescio della medaglia…
L’altro obiettivo del progetto, infatti, cioè “FLUIDIFICARE L’ACCESSO ALLA DOGANA”, non è stato propriamente raggiunto…propriamente, diciamo.
Spiego aiutandomi con i numeri, forse ci capiamo meglio.
Io lavoro a Grancia, ed abito nei pressi di Luino.
Ogni giorno, percorro 31 km all’andata e altrettanti al ritorno.
Diciamo che, prima della modifica alla viabilità, in media impiegavo 45/50 minuti, per percorrere il tragitto.
Da venerdi 29, invece, i tempi sono stati i seguenti:
-Venerdi 29 = 1h e 42minuti
-Lunedi 02 = 1h e 10minuti (i negozi a Ponte Tresa, il lunedì sono chiusi)
-Martedi 03 = 1h e 20minuti
-Mercoledi 04=1h e 35minuti
Notare che da dopo la Dogana ci impiego 15 minuti ad arrivare a casa, quindi, tutto il resto del tempo è per la percorrenza del tratto AGNO-PONTE TRESA (di circa 5 km).
Lo scenario che si presenta ai nostri occhi, da qualche giorno a questa parte, è di un filone di macchine praticamente ferme, che occupa tutte le strade possibili tra Ponte Tresa e Lugano. Sempre piu’ frequentemente si vedono macchine che compiono inversioni di marcia; oppure macchine che per immettersi nella strada cantonale, si affiancano alle altre autovetture, impegnando metà della corsia dedicata al senso di marcia opposta; e poi ancora scooters e moto che effettuano gincane tra macchine ferme in posizioni tanto assurde quanto pericolose. E tutto questo, fino alla famosa rotonda di nuovissima concezione, al di la della quale, verso la dogana di Ponte non ci sono piu’ macchine incolonnate…o quasi…
Ma cavolo, allora anche questo obiettivo è stato raggiunto…ora che ci penso, effettivamente la viabilità sulla dogana di Ponte Tresa si è fluidificata…non ci sono piu’ le due corsie piene di auto incolonnate, per accedere al confine di Stato….Vuoi vedere che avevano ragione?
Peccato pero’, che per risolvere il problema presente su 200 m² di territorio, si è compromessa la viabità di un’intera area abitativa di almeno 20 km² (metro piu’ metro meno)….
Peccato che per imbrigliare i soliti 40 malati di furbizia, si condiziona la vita di un numero di persone che nemmeno voglio ne riesco ad immaginare. Bhè, capisco che si possa sindacare, su questo…Dopotutto, noi frontalieri ce lo sentiamo dire spesso..”L’HAI SCELTO TU DI ANDARE A LAVORARE IN SVIZZERA, E POI, DAI, CON TUTTI I SOLDI CHE PRENDI”.
Ma il problema, non riguarda solo noi ricchi frontalieri…tocca gli abitanti stessi di tutti quei paesi che si affacciano sulla strada dell’inferno; condiziona tutti quei ticinesi che abitano nei paesi tra Ponte Tresa e Fornasette, costretti cosi’ a subirsi le ore di colonne, al pari di noi frontalieri; Insomma, una sproporzione in negativo tra l’effetto voluto dal progetto, e quello ottenuto dalla realtà.
Aggiungo un’ultimo particolare inquietante.
Da qualche settimana sono cominciati i tanto sospirati lavori per la ricostruzione della strada provinciale 61, che unisce Cremenaga a Lavena Ponte Tresa. Questione di qualche mese dopodichè, tutti quelli che dalla zona Fornasette-Cremenaga-Madonnone devono recarsi a Ponte Tresa, usufruiranno della dogana di Ponte Cremenaga. Ecco allora che la seconda corsia, quella che dalla Dogana di Ponte Tresa porta alla rotondina nuova costruita ad-hoc proprio per loro, rimarrà pressoché inutilizzata, a discapito invece dei km di auto ferme a monte della rotonda stessa. La mia domanda, quindi, è semplice e quasi innocente: non potevano aspettare la riapertura della SP61, prima di sconvolgere la già precaria situazione viabilistica della zona?? Oppure, ancora….non ci sono strade alternative che consentirebbero uno snellimento reale della viabilità? (ci sono, ci sono…ma riservate ai residenti, purtroppo)
Bhè, concludendo…
Aspettiamo il termine delle due settimane sperimentali, che tutti noi ci auguriamo portino buon consiglio a chi dovrà decidere del nostro futuro, e ringraziamo ancora una volta tutti coloro che, per puro beneficio personale, hanno condizionato in peggio la vita di molti altri.
Mi auguro solo che il tempo che questi furbetti saranno ora costretti a passare in colonna come gli altri, lo impieghino a pensare…e a crescere…per tutti…
La ringrazio per l’attenzione
Cordialmente
Un suo affezionato lettore



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