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Il green pass e il buon senso per combattere la pandemia

coronavirus
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31 Ottobre 2021

Egregio Direttore,

Chi chi scrive è convintamente vaccinato due volte e quando sarà il mio turno farò anche il terzo richiamo. Al tempo stesso sono e sarò sempre il elettore di sinistra. Ritengo che chi è contro il vaccino per combattere il CORONA VIRUS, commetta un grave errore, perché la vaccinazione è la nostra arma potente per combattere questa pandemia, è una salvezza per tutti e al tempo stesso un atto di solidarietà verso gli altri.

Fatte queste premesse ritengo che aver esteso l’obbligo del GREEN PASS per recarsi sul luogo di lavoro sia stata, a mio parere una inutile forzatura. Siamo arrivati al 15 ottobre già in una situazione ottimale per il nostro paese con oltre l’80% delle persone già vaccinate, non si comprende il perchè di questo obbligo per recarsi a lavorare che non è inutile divertimento, dove nella stragrande maggioranza delle situazioni, i lavoratori possono usufruire di una distanziamento sociale molto sicuro?

D’altra parte non è necessario l’obbligo del GREEN PAS per recarsi al supermercato, in farmacia, per entrare in un bar a bere il caffè, per andare in chiesa, pe andare in posta e in banca: quale è dunque la logica che ha spinto il Governo ad emanare questa norma così invasiva che costringe 500.000 persone al giorno a fare il tampone, con un costo di 7.500.000 euro ? Sorge quindi il fondato sospetto che questo provvedimento sia stato preso per fare un grande favore economiche alle ditte farmaceutiche.

Un provvedimento preso nei confronti di una popolazione, quella italiana, che magari preferisce non andare a votare ma che scende in piazza spesso e volentieri in maniera scomposta e molto violenta, a scapito della sicurezza di tutti e sopratutto dei lavoratori delle polizia e dei carabinieri, il tutto facilitato da questi nuovi canali di comunicazione che sono i “social”. Forse senza quel provvedimento avremmo evitato gli episodi di assurda violenza a Roma e in altre città italiane come a Trieste. Inoltre, pur non condividendo nulla dei NO VAX, credo che anche le posizione di minoranza che si esprimono in un paese democratico, devono essere tutelate dalla maggioranza, quando sia possibile.

Auspicare un ripensamento da parte del Governo, non è un cedimento nei confronti di una minoranza, ma è un atto di intelligenza nei confronti del Paese, continuando una grande campagna di convincimento, per far prevalere il buon senso, almeno da parte di ce l’ha.

Poi c’é un’altra questione che sembra giusto sollevare: il divieto assurdo imposto anche ai possessori del GREEN PAS di poter accedere per trovare i propri malati in cura presso gli ospedali, facendo mancare loro quel rapporto di affetto e di assicurazione amorevole che in tanti casi é il 50% della terapia per guarire, almeno nei reparti dove sono ricoverati i pazienti che non hanno il COVID 19.

Emilio Vanoni, Induno Olona

Commenti

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  1. carlo_colombo
    Scritto da carlo_colombo

    Basterebbe che quelle 500mila persone che fanno il tampone, a meno di contrindicazioni sanitarie che lo impediscano, facciano la vaccinazione per la propria sicurezza e di quelli che li circondano.

  2. Giorgio Martini Ossola
    Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Buongiorno,concordo in gran parte su quanto scritto dal Sig. Vanoni ma mi permetto di dissentire sulla parte iniziale. Lo slogan che ci si deve vaccinare per solidarietà verso gli altri è assolutamente privo di fondamento perchè sappiamo benissimo che si vaccina lo fa sopratutto per se stesso in quanto non esclude la possibilità di ammalarsi e contagiare chi si ha vicino (la classe di mia figlia al liceo è in quarantena perchè un alunno è vaccinato e positivo con sintomi) Il greenpass è un metodo subdolo per forzare i cittadini a compiere un atto contro un diritto sancito dalla legge perchè chi non si vaccina non compie nessun illecito e come tale va rispettato, sopratutto non andrebbe denigrato ed etichettato come complottista o no-vax.

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