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Ogni guerra è fatta solo di violenza e soprusi

guerra ucraina
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12 Aprile 2022

Egregio Direttore, con la presente le invio un mio articolo intitolato “Cos’è la guerra” da un mio punto di vista.

Il giorno 22/02/2022 si è commemorata l’uccisione del nostro ambasciatore in Congo Luca Attanasio, purtroppo è stato anche il prologo di una guerra scoppiata due giorni dopo, il giorno 24/02.
Anche se c’erano della avvisaglie pesanti nessuno si aspettava e nessuno riteneva possibile una guerra.
Mettendomi in prima persona anch’io sono rimasto stupito, deluso, amareggiato e a mi sono domandato …Perché?

Non ho trovato una risposta. Per tentare di trovarne una ho analizzato i ricordi dei mie genitori, dei miei suoceri e di chi la guerra l’aveva vissuta e fatta in prima persona.
Sono nato nel lontano 1946 e la Seconda Guerra Mondiale era finita da un anno e di questa non ho nessun ricordo diretto, erano solo i ricordi dei miei genitori a farmela vivere.

La scarsità del mangiare, il crepitio dei caccia e delle contraerei, lo scoppio delle bombe sganciate dai bombardieri e il relativo fumo e l’odore acre che si alzava era il ricordo ricorrente. Mi raccontavano che quando suonavano le sirene gli si congelava la schiena e dovevano abbandonare tutto e rifugiarsi sotto qualsiasi dosso, sia sotto la pioggia, sia sotto la neve ed essere tormentati da freddo.
Lo sconforto maggiore era quando vedevano le mamme e le vedove piangere l’annuncio che il loro figlio o il loro marito era morto.

In età giovanile e adulta ho avuto modo di interpellare personalmente chi la Seconda Guerra Mondiale l’aveva vissuta in prima persona: come alpino in Russia, come bersagliere in Libia, come fante in Francia e in Grecia e come marinaio “sommergibilista”, come partigiano.
Tutti loro mi descrivevano le loro ansie, le loro paure quando dovevano sparare per attaccare o per difendersi e i loro stati d’animo durante gli assalti e le ritirate e sempre in quei momenti pensavano alle loro madri, alle loro mogli e ai loro figli e ogni volta che sparavano si domandavano se avevano davanti un nemico o un uomo.

Quasi tutti hanno dovuto scontare lunghi anni di prigionia chi in Siberia, chi in Sud Africa , chi in India, chi in Germania, chi nelle prigioni italiane; ma la prigionia in Germania era bestiale ed erano trattati come merce umana, schiavi.

Gli scenari di guerra attuali non sono diversi da quelli della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, sono gli stessi: case, condomini ,capannoni, ospedali, scuole, teatri , condotte di acqua corrente e gas, strade, ponti distrutti e ridotti in macerie, persone sfollate e infine miriade di morti sia militari che civili di tutte le età.

Come in tutte le guerre non ci sono mai i vincitori, perché il vincitore non conta mai i suoi morti, non conta mai il pianto delle sue mamme delle sue vedove, dei suoi orfani.
Quando i soldati vincitori torneranno a casa dopo un primo momento di euforia avranno grosse difficoltà ad inserirsi nella vita civile e accettare le nuove realtà politiche ed economiche. Basta analizzare il dopo guerra sia nella Prima, sia nella Seconda Guerra Mondiale di tutta l’Europa.

In tutte le guerre i generali vincitori, durante la sera scendevano sul campo di battaglia per vedere i risultati della vittoria, al vedere tutti quei morti e l’odore acre del sangue provavano un grande senso di sconfitta e un grande amaro in bocca; vedi Alessandro il Grande, Napoleone 1°, Napoleone 2°, Eisenhower.

Il detto antico “la storia la scrivono i vincitori mai i vinti”, finalmente è stato smentito dalle nuove tecnologie, hanno dimostrato che la guerra è solo questione di violenza e di sopruso… “Tutte le guerre”.

Valeriano Molla

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