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I noster radiis, ghè sempar quel che al spantega ruud!

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21 Maggio 2005

Caro Direttore,
di questi tempi sentire parlare di giornalismo spazzatura non è una novità, sparare sulla croce rossa è già stato fatto, ma colpire anche il volontariato non retribuito, anzi autotassato e calpestare l’enorme patrimonio culturale lasciatoci in eredità dai nostri padri e dai nostri nonni vuol dire oltraggiare tutto e chiunque.
Mi riferisco all’articolo apparso sabato 14 maggio nelle “rubriche” di Varese News intitolato “PIFFERI DI MONTAGNA“.
È chiaro che tale titolo non poteva che venire da un pifferaio (sappiamo poi tutti, in base alla fiaba, da chi era seguito il pifferaio) ove con la sua penna caricata di ignoranza (condizione di colui che non sa, che non ha avuto notizia di determinati fatti e avvenimenti) redige un articolo pieno di falsità, mancanza di conoscenza, inventiva ipocrita, Kultura di regime e iniziative distorte ed elaborate ad arte atte a denigrare e sminuire il volontariato agli occhi del lettore, calpestando il rispetto delle persone che vi operano gratuitamente, quotidianamente e di tasca propria.
Ritornando all’articolo in argomento tengo a precisare i seguenti punti:
1. l’Associazione Culturale “I Nostra Radìis” non ha usufruito dalla Provincia di Varese di alcun patrocinio, neppure formale riferito al corso di cornamuse (neanche un centesimo!);
2. l’antenato della cornamusa “baghet” vede la luce proprio nell’arco alpino lombardo, pertanto siamo in pieno tema! Inoltre chi vuole ulteriormente documentarsi può recarsi al Santuario di Saronno;
3. la civiltà celtica è una realtà che indubbiamente disturba qualcuno, definendola mania, ma ahimè invitiamo questo qualcuno a farsi un giretto a Golasecca, Arsalo Seprio, Sesto Calende, ecc.;
4. attualmente abbiamo dodici iscritti al corso di cornamuse che sono scoppiati a ridere dalla felicità per tale iniziativa, ma siamo certi che dopo la Vostra pubblicità gratuita avremo molti nuovi iscritti. Grazie!
5. nelle diverse attività svolte nella sede de “I Nostra Radìis”, alcune leggere altre più impegnative, si è parlato pure dell’orgoglio greco, ma non ci ricordiamo di aver notato tra i presenti il pifferaio!
6. recentemente si sono svolte iniziative di beneficenza, ma anche qui nessuna traccia del “casciaball”!

Che dire caro Direttore….. la nostra Associazione non è la più bella, neppure la migliore, ma con tanta umiltà cerchiamo di mantenere in tutte le sue sfaccettature il patrimonio culturale ereditato, anzi siamo lì anche per imparare cosicché da lasciare lo scrigno ai nostri figli.
Per non dimenticare.
Ma ghè sempar quel che al spantega ruud!

Associazione Culturale “I Nostra Radìis”
Il presidente
Leopoldo Macchi

Leopoldo Macchi

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