I politici e la minoranza
4 Dicembre 2006
Gli intellettuali, in un paese multiculturale come l’Italia, sicuramente non accettano il pensiero univoco adottato da qualche politico e da qualche partito politico quando l’argomento è l’Immigrazione e tutto ciò che da essa ci si aspetta. Un pensiero univoco è pieno di idee”prêt à porter”che avvolgono e offuscano la massa.
Alcuni politici seguono questa strategia che esonera il pensiero della diversità e i diritti della minoranza criticando gli immigrati per diffondere le proprie idee, catturare la massa e arrivare all’obiettivo elettorale. In questo modo monopolizzano la verità degli altri gruppi non rappresentati politicamente e aventi diritto di difendersi e partecipare comunque alla scena politica e culturale. Fanno ciò con la scusa di diffondere la loro identità , dimenticando che quella vera è sempre stato, nel corso della storia, un progetto in continua evoluzione e che dà la possibilità a tutta la società di convivere con tolleranza e rispetto…
Sembra che alcuni partiti politici non vogliano che l’idea del dialogo e dell’integrazione sociale si realizzi: per loro l’espressione dell’apertura e della valorizzazione delle diversità (sociali, culturali, etniche, religiose…) è una testimonianza del fallimento dei loro slogan(es.:”…Via di qua.. gli stranieri!!!”).
La politica del pensiero univoco si scontra sempre con le idee dell’altro cerca sempre di difendere il proprio gruppo racchiuso dentro un’ideologia che limita la libertà di pensiero dell’individuo . Qui si definisce precisamente il ruolo del intellettuale a difesa dei gruppi emarginati e non rappresentati nel dialogo politico-culturale e soprattutto a sostegno del diritto dell’individuo alla diversità.
L’intellettuale è al di sopra della comunità come voce della verità, della libertà, lontano dalle classifiche sociali, lontano dalla sete di potere, testimone di principi(valori), occhio che guarda la verità sociale verso la quale si inchina senza essere settoriale.
I politici devono superare la mentalità del risultato elettorale, devono credere nell’individuo che vuole vivere con i valori etici, valori che difendono i diritti dell’individuo stesso.
Il politico non deve considerare l’immigrato come un microfono(strumento)da usare quando necessario ma come un riferimento, un organo che osserva gli eventi senza calcoli politici .



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