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I pompieri e i politici

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6 Novembre 2006

Leggo con stupore che, in relazione alla tragedia che ha colpito la famiglia Visintini,i soliti politici di professione scoprono “il pericolo Lago” e avanzano fantasiose soluzioni tipo la realizzazione di un ponte sull’Isolino o, sapendo che non se farà mai niente, l’ennesimo corpo di polizia (stavolta lacuale).

Questo significa prendere per i fondelli la gente e fingere di non sapere che il problema, annoso, va ben oltre le sponde del Lago, e investe la sicurezza della Provincia in generale.
La provincia dei 7 laghi, dell’Aeroporto intercontinentale, del CCR di Ispra, delle mille fabbriche e fabbrichette ridotta ad avere un corpo dei Vigili del Fuoco con 15 uomini a turno, 3 gommoni adatti alle gite in vasca da bagno, una sola gru e una serie di caserme esistenti quasi solo sulla carta.
Questo nell’Italia dei 14.000 forestali calabresi, dei
lavoratori socialmente utili del napoletano e dei burocrati siciliani pagati 1500 euro al giorno. Una VERGOGNA. Con responsabilità ben precise.
La Lega che continua a sbraitare contro i palazzi di Roma in cui comodamente risiede da anni, cosa ha fatto per la sicurezza della nostra Provincia e per soddisfare le legittime richieste dei Vigili del Fuoco della Lombardia e del Nord in generale? Nulla.

Anzi, il sottosegretario Balocchi, ( forse più noto alle cronache per vicende legate alle sale Bingo e al finanziamento pubblico ai partiti) messo dalla Lega al
Ministero dell’Interno con delega sui pompieri, ha sempre mostrato un atteggiamento ben poco collaborativo nei loro riguardi (e per rendersene conto basti leggere cosa dicono di lui i vari blog dei VDF) e si è ben guardato dall’esaudirne le legittime richieste in tema di assunzioni regionali, stipendi normali e mezzi all’altezza.

Oggi con che coraggio questa gente urla ancora contro Roma, le sue ruberie i suoi disservizi e si ripropone per gestire la cosa pubblica?

Max Ferrari - Fronte Indipendentista

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