I sciuri Brambilla prendano esempio dal Trentino
15 Marzo 2006
Egregi Signori,
Da che mi sono trasferito in Trentino-Alto Adige la mia posizione nei confronti della mia Regione natale si è fatta sempre più critica, spesso a sporoposito, ma altrettante volte a ragion veduta.
Ora, da poco più di un anno a questa parte la Trentino Trasporti (nata dalla fusine tra FETM – Ferrovia Elettrica Trento Malè e Atesina Trasporti per il settore automobilistico) ha adottato dei nuovi treni dalla linea più moderna, più confortevoli e relativamente più veloci. Pure loro hanno, naturalmente, avuti numerosi problemi (l’abbondante nevicata del Dicembre scorso che ha bloccate numerose corse ed altrettante stazioni; un recente deragliamento), ma la Trentino Trasporti non ha mai preteso (né lo pretenderà mai) di diventare qualcosa di diverso dalla “Vacca Nonesa” che è sempre stata e sempre sarà (gran parte del percorso si svolge, in effetti, su binario unico e nel settore anaune-solandro), mentre le Ferrovie Nord Milano hanno sempre pensato di essere qualcosa di analogo alle Ferrovie dello Stato, se non di meglio.
Quando nel Dicembre scorso sono stato a Varese sono rimasto sorpeso ed inferocito nel vedere come, pur riverniciate, fossero ancora in servizio le stesse carrozze che prendevo a Tradate quando ormai oltre un quarto di secolo fa studiavo all’ITIS di Varese e scendevo a Casbeno! Ora, il presidente Formigoni può vantarsi che la Lombardia sia in assoluto la Regione migliore, più bella, più grande e più forte dell’intero Paese, irmproverando a noi trentini di essere ancora oggi dei montagnini mangiacrauti, capaci solo di parlare tedesco e di ricattare di continuo il Governo Centrale peggio dei “terroni”: la verità è che i “Sciuri Brambilla” hanno sempre detto “Viva la Franza, Viva la Spagna, basta che se magna!”, come dire “Non importa chi comanda, basta che non ci rompa i c… e poi il Governo può fare quello che vuole!”. Bene, se questo è il risultato della politica della Lombardia, capace di ingrassare i Berlusconi (nel senso di imprenditore, non di politico, ovviamente) e rinnovando le infrastrutture una volta ogni generazione, sarebbe meglio che il presidente Formigoni si facesse un bell’esame di coscienza invece di contestare Dellai e Durnwalder e quei diritti e privilegi che le precedenti generazioni trentine si sono guadagnati a fatica e dopo oltre vent’anni di persecuzioni fasciste!
Sentitamente,
dott. Enrico Emilitri



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