Il 2006 visto da destra…
3 Gennaio 2007
Con l’anno nuovo vorrei tanto scordare alcuni eventi del 2006, ma credo proprio mi sarà impossibile data la tragicità o le conseguenze che hanno portato. Si potrebbe partire dagli avvenimenti gossippari e sportivi, tanto goliardici quanto misteriosi, come le intercettazioni reali e quelle vip, calciopoli e la Juve in B o l’unico fatto positivo: la vittoria ai mondiali di Germania della Nazionale di Calcio Italiana: ma di tutto questo si può anche evitare di parlare.
Più importanti, invece, gli avvenimenti politici interni: le politiche di Aprile perse per un pugno di voti e per gravi errori di strategia (voto degli italiani all’estero), il referendum sulle riforme costituzionali bocciato troppo in fretta, il pacchetto delle pseudo-“liberalizzazioni” accettabile in minima parte nei contenuti, ma incomprensibile (o forse troppo evidente) nei tempi di preparazione, la maxi-finanziaria partita come una truffa ai danni del ceto medio e a vantaggio solo di chi firmava la legge per ben figurare davanti alla burocrazia europea e finita per essere un grosso “paniere” (che scontentava comunque la maggior parte del popolo) nel quale, la lobby che più si lamentava, più si “alimentava”.
Poi non bisogna dimenticare il dilemma della morale e dell’etica, infatti il 2006, dopo la morte di Luca Coscioni, una grande persona che tanto ha combattuto per far sì che la vita dei diversamente abili sia migliore, ha visto l’apparizione della tragedia di Piergiorgio Welby il quale chiedeva l’impossibile: lo Stato doveva autorizzare il suo omicidio e questo in uno stato a maggioranza cristiana non è ammissibile, perchè l’uomo cristiano deve saper fare un passo indietro quando si trova davanti ad una decisione che riguarda la vita, una decisione che riguarda solo Dio. Perciò chiunque ci rappresenti nelle sfere dei governi deve affrontare questo dato di fatto. Un evento che possa far meditare: 10 Giugno, a Milano, una donna, ricoverata in ospedale in stato di morte celebrale da 78 giorni, dà alla luce una splendida bimba…chi può dire quando la vita non è più vita!
Sempre nella sfera della morale il 2006 è stato anche l’anno di gay e trans-gender con la loro affermazione nei palazzi di potere con la signorina Vladimiro Guadagno eletta (grazie alle volgari liste bloccate, figlie della brutale legge elettorale meno democratica della storia) nelle file Bertinottiane al parlamento italiano. Dopo una serie di richieste e di “colorate” manifestazioni, i movimenti omosessuali vedono vicino l’istituzionalizzazione delle loro unioni, nonostante il dissenso di molti (per non dire la maggior parte) italiani. Ma si sa che il pensiero dell’elettore, quando conviene, non conta molto: la democrazia è anche questo. Comunque lo stato più democratico di tutti, più liberale di tutti, più europeo di tutti ha pesantemente contestato una di quelle “colorate” manifestazioni. Infatti ad Israele, durante il corteo del gay Pride ci sono stati anche parecchi scontri, che ovviamente sono stati presi come notizie di secondo piano se non addirittura omessi.
A proposito di Israele, la situazione del “vicino”-oriente ha scaldato tutta l’estate del 2006: Hezbollah, movimento politico paramilitare libanese, rapisce dei soldati israeliani fuori dai suoi confini, Israele decide di trattare la loro liberazione con bombe a grappolo e missili che ad ogni deflagrazione mietono vittime su vittime ogni giorno senza contare l’uso di armi al laser e forse al fosforo bianco; anche Hezbollah non va per il sottile e risponde colpo su colpo con la sola differenza che l’armamento dei miliziani di Nasrallah è infinitamente inferiore e sorprende la durata del conflitto, che evidenzia gli errori strategici dello stato ebraico. Forse abbiamo dimenticato un piccolo particolare Hezbollah non è a capo di nessun governo e non rappresenta il civile Libano che nonostante tutto viene colpito senza limitazioni di alcun genere anche quando si tratta di donne e bambini. Ovviamente le reazioni del mondo politico italiano e internazionale sono state di tono molto dimesso nei confronti del governo di Olmert e il loro dissenso non è mai stato messo in risalto perchè per Lady USA i cattivi in questo momento sono gli islamici e certamente ad Israele non dispiace questa situazione.
Infine la notizia di fine 2006 è stata la ciliegina sulla torta di questo ingiusto anno: Saddam Hussein, condannato a morte il 5 Novembre dal processo-farsa svoltosi in Iraq, viene giustiziato attraverso l’impiccagione. I governi che hanno rifiutato la pena di morte si scandalizzano, ma nessuno dice niente, almeno non per vie ufficiali, ufficialmente dicono solo che bisogna rispettare la decisione di uno stato “sovrano”…e su questo oltre a testimoniare la nostra contrarietà alla pena di morte, vorremmo anche ribadire la nostra contrarietà alla sfacciataggine (per non essere offensivi) di alcuni governanti.
Consapevoli che il mondo non può cambiare da un anno all’altro, ci auguriamo perlomeno si possa invertire la rotta, perchè a lungo andare potremmo deragliare.



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