Il 9 Novembre non è un anniversario nazionale!
11 Novembre 2005
Egregi Signori,
Desidero rispondere a chi lamenta che il 9 Novembre, anniversario della demolizione del Muro di Berlino, non sia stato celebrato dappertutto nello stesso modo e con la stessa intensità.
Innanzitutto, per quanto possa risultare strano, tale data non è molto sentita da noi italiani perché non risulta coincidente con eventi particolarmente rilevanti della nostra Storia: se si pensa al 4 Novembre, infatti, il nostro pensiero va alla vittoria contro l’Austria-Ungheria (qualcuno la considera l’unica nostra vera guerra vittoriosa, ma è una visione riduttiva della nostra Storia); non si può, invece, indurci a irconoscerci in una data scarsamente o per nulal significativa, visto che dalla dissoluzione degli ordinamenti democratico-socialisti in Europa Orientale le cose sono andate sovente peggio del previsto: se, infatti, ogig c’è più libertà e democrazia, proprio questo ha gettato nel caos interi Paesi che, in realtà, la democrazia non l’hanno conosciuta mai sino al 1989 (se non più tardi).
Finita l’esperienza democratico-socialista, ad es., la Yugoslavia si è dissolta, e se Slovenia e Croazia hanno compiuta in breve tempo al transizione dal Comunismo al Liberalismo, le altre ex-Repubbliche Yugoslave si trovano oggi in situazioni tutt’altro che rosee; l’Albania, uscita dal giogo comunista imposto (col concorso sovietico, naturalmente) da Enver Hoxha, è diventata il paradiso degli scafisti, mercanti di schiavi e di carne umana. Non dimentichiamo poi che, prima ancora dell’avvento del Comunismo, gran parte dei Paesi dell’Europa Orientale era retta da ordinamenti tutt’altro che democratici: la Polonia, per es., fu a lungo retta dal maresciallo Jozef Pilsudski, certo tutto fuorché democratico; l’Ungheria dall’amm. Milos Horty, cui la democrazia faceva schifo quanto e più del Comunismo stesso; non parliamo poi degli altri Stati balcanici, ai cui regnanti e governanti la democrazia causava disturbi gastrici e sessuali di non poco conto.
Se, infine, consideriamo la reale situazione di partenza di questi Paesi all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, possiamo vedere come il Comunismo abbia prodotto anche effetti positivi: ananlfabetismo e disoccupazione subirono, per es., veri e propri tracolli verticali, tanto da scomparire quasi totalmente; tutti ebbero l’assistenza sanitaria gratuita, o – comunque – a basso costo; l’ordine pubblico venne finalmente ristabilito, tanto che il grado di criminalità dei Paesi democratico-socialisti era tra i più bassi del mondo. Certo, si obietterà che anche il Fascismo fece altrettanto, ma il problema è che il Regime Mussoliniano pretese (come – con i dovuti distinguo, ovviamente – tenta oggi di fare Berlusconi, che – naturalmente e per nostra fortuna – non è Mussolini) di risolvere tutti i problemi atavici in relativamente pochissimo tempo, ottentendo – per converso (anche a causa della Seconda Guerra Mondiale) – l’effetto esattamente contrario!
Concludendo, prima di celebrare i trionfi della democrazia (vera o presunta), bisogna verificare ciò che dice veramente la storia, e non interpretarla e piegarla solo ed unicamente alle proprie simpatie ed all’esclusivo tornaconto personale.
Rispettosamente



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.