Il collasso rigenerante
28 Novembre 2006
Alla fine, con sollievo, crediamo che anche questa volta debba ritenersi fortunato. C’è stata viva preoccupazione in quei drammatici dieci minuti, in cui la terrea ed assente espressione del leader di Forza Italia, colpito da collasso, non faceva presagire nulla di buono. Tenendo col fiato sospeso quanti erano accorsi per ascoltarlo e applaudirlo nel forum di Montecatini. La pressione a cui in questi giorni era stato sottoposto Silvio Berlusconi, ha messo a dura prova la tempra di un carattere tenace e combattivo.
I preparativi della manifestazione di piazza del 2 dicembre, azzoppata dallo sganciamento di un’Udc sempre più vogliosa di marcare il territorio moderato, e di un Casini sempre più deciso a portare avanti il personale progetto di rinnovamento della leadership del centrodestra.
L’attenzione e i sospetti che continuano a montare circa lo scandalo del “broglio”, dopo l’uscita in edicola del Dvd di Diario, con l’inchiesta aperta dalla magistratura romana e l’emergere dell’inverosimile ipotesi di un improvviso livellamento del numero di “schede bianche”, lungo tutto il territorio nazionale.
L’ennesima convocazione ad un processo, che questa volta vede il Cavaliere coinvolto più direttamente, e che l’avrebbe portato, proprio questa settimana, a doversi presentare in aula per presunte irregolarità nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset.
Tutte cose da non dormirci la notte. Infatti, pare che le ore di sonno negli ultimi tempi siano state davvero poche. A settant’anni capita che questi sforzi prima o poi si paghino, soprattutto se si è reduci, come nel suo caso, da un precedente intervento chirurgico subito al menisco.
Adesso speriamo di non essere tacciati di giacobinismo, se auspichiamo una pronta guarigione e una rapida ripresa della forma, anche per vederlo affrontare con decisione gli appuntamenti mancati e le sfide che una leadership riconosciuta presenta quotidianamente nel grande rodeo della politica italiana.
Intanto in casa Udc si sentono sempre più rinfrancati dalla scelta “smarcante” dall’appuntamento romano di sabato, convinti che la manifestazione alla fine perderà molte delle sue intenzioni antigovernative, per assumere sempre più gli aspetti di un grande momento di solidarietà al leader ritrovato, dopo la paura di Montecatini. Proprio quello che Casini temeva.



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