Il commissario? Non si cura dei giovani…
26 Aprile 2006
Gentilissimo Direttore,
mi permetta di rispondere al buon Del Frate, il quale nel suo ultimo post-it ha manifestato tutto il suo stupore per la nostra presa di posizione nei confronti del Commissario Prefettizio di Varese.
Bene, è d’obbligo premettere che il dottor Porena sta lavorando, a nostro modesto parere, discretamente: ne è l’esempio la decisione (dopo nostra sollecitazione) di ripristinare la bandiera Tricolore (volatilizzatasi per anni…) in cima alla torre civica, in piazza Monte Grappa. Dopo le aiuole, l’apposizione della bandiera riporta un po’ di normalità in una città che negli ultimi anni non ha dato un bello spettacolo di sè all’esterno.
Il giornalista del Corrierone avrà certamente da obiettare, e dirà: “ma benedetti ragazzi, a Palazzo Estense non c’ero mica io! C’era anche AN!”. Beh, Del Frate sarà pur discutibile nei contenuti dei suoi articoli, ma di certo non è uno stupido, nè un ingenuo, e sa che in una coalizione è difficile mettere tutti d’accordo (Bertinotti, Mastella, Capezzone etc etc docent…): all’epoca dei fatti solo AN, con Laura Caruso prima e Salvatore Giordano poi, si schierarono contro le “aiuole padane” e “piazza padania”. Ad AN proprio non si può imputare proprio nulla, mi sembra.
Ma tornando ai giorni nostri, la decisione di criticare il Commissario è derivata dall’eccessivo, a nostro parere, accanimento da parte del Comune nei confronti dei cittadini che “sgarrano”.
Mi spiego: sappiamo benissimo che di notte ci sono dei pazzi che ingaggiano gare di velocità in viale Europa, e che molto spesso gli automobilisti, vedendo il semaforo giallo, accelerano, senza riuscire ad evitare il rosso.
Siamo consapevoli del fatto che non si possa avallare tale comportamento da parte di cittadini indisciplinati, ma ci sorge il dubbio che la scelta di installare telecamere ed autovelox ad ogni semaforo sia in realtà il frutto di una politica studiata a tavolino, volta non tanto ad evitare incidenti stradali, quanto ad incamerare quattrini per le casse del Comune.
Un’ulteriore conferma a tale tesi viene dalla decisione di “inviare” vigili in borghese ai semafori per punire i pedoni che attraversano col rosso: ci siamo permessi di definire questa scelta “una perversione mentale sconosciuta persino in Svizzera”, perchè sebbene tale possibilità sia prevista dalla legge, sfido chiunque a dimostrare che essa venga applicata alla lettera.
Cerchi di capire la nostra posizione, caro Del Frate: se a tutti questi provvedimenti restrittivi aggiungiamo anche la recente decisione di vietare “rumori e musica” nel centro storico dopo le 19,30, si renderà conto anche Lei che si sta riducendo Varese ad una “casa di riposo”, poichè non sembra che Palazzo Estense, negli ultimi anni, abbia guardato ai giovani come ad una risorsa, bensì come ad un peso.
C’è bisogno di aria nuova in Comune. Varese deve capire cosa vuole fare “da grande”, perchè ad oggi è una realtà sospesa nel vuoto: a metà strada tra una città di provincia e una città universitaria, un ibrido che non porta proprio a nulla.
C’è bisogno di rilanciare il ruolo di Varese a livello culturale, e non saranno certo le multe ai pedoni la soluzione a tutti i nostri problemi.
La nostra protesta va letta in chiave propositiva, quindi: no allo stato di polizia, sì a misure concrete e mirate, ma da attuare con l’elezione del nuovo Consiglio Comunale. A nostro avviso, il Dottor Porena dovrebbe quindi occuparsi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione.
Grazie per l’ospitalità.



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.