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Il muro di Berlino è crollato nel 1989

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11 Gennaio 2007

Egregio direttore,

mi congratulo con il signor Carlo Maria Valesi per il proposito di non vivere facendo affidamento sulle cariche pubbliche o di partito.

Peccato che molti suoi colleghi, anche a Varese, la pensino diversamente. Basta, infatti, dare un’occhiata all’elenco delle nomine di Palazzo Estense negli enti dove la presenza viene retribuita con un’indennità o un gettone di presenza per perdere ogni purezza e verginità e rendersi conto che, in questi anni, l’occupazione di “cadreghe” da parte della Lega è stata sistematica e capillare.

Tuttavia, nella sua ultima lettera, a sorprendermi non è tanto il fatto che un giovane possa vivere l’impegno politico come il tifo per una squadra di calcio che, per sua stessa natura, è irrazionale (la mia squadra ha sempre ragione e, se non vince, è colpa dell’arbitro!), quanto il fatto che il giovane in questione, nonostante la giovane età anagrafica, possa pensare e comportarsi già come un vecchio, secondo luoghi comuni e pregiudizi inaccettabili.

Il muro di Berlino è crollato nel 1989! Quasi venti anni fa…
Il PCI, che pure ha avuto un ruolo importantissimo nel nostro Paese per quanto riguarda il raggiungimento della libertà, della democrazia, dei diritti non esiste più.
Non ha mai pensato il signor Valesi che se, oggi, lui, ad esempio, può esprimere la propria opinione, può manifestare, può professare la religione che meglio crede, può studiare, può vivere in un Paese libero e civile un po’ di merito è anche del “terribile” PCI di Togliatti, Longo, Berlinguer, Natta, Occhetto?
Dopo la svolta della Bolognina, c’è stata una Sinistra, che io mi onoro di rappresentare, che, compiendo un percorso coraggioso (PDS e DS), tra qualche mese contribuirà alla nascita di un grande partito popolare e riformista: il partito democratico; e una Sinistra che, altrettanto legittimamente, ha cercato di “rifondare” l’esperienza comunista.
Il signor Valesi si tranquillizzi! Nessuna di queste due Sinistre si è mai sognata di legittimare furti, infrangere vetrine, dare alle fiamme cassonetti, sprangare auto con le aste delle bandiere della pace, fare uscire i compagni dalle galere, proteggere gli amici che infrangono la Costituzione e le leggi dello Stato.
Chi compie atti simili va condannato a prescindere che sventoli o meno una bandiera rossa.

Credo, tuttavia, che chi non è in malafede debba condannare anche Bossi quando incita a buttare il tricolore nel cesso, Orsenigo quando sventola cappi in Parlamento, Calderoli quando, da ministro, va in televisione a mostrare magliette offensive, Borghezio quando usa un linguaggio da scaricatore di porto, Gentilini quando, a Treviso, fa togliere perfino le panchine per impedire agli extracomunitari di sedersi, dichiarando “scherzosamente” che sparerebbe loro volentieri come se fossero “leprotti”.
La Lega non è solo la forza politica che ha posto, giustamente, il problema di una riforma nella direzione di uno stato federale, ma è anche la forza politica che ha dato vita a un Parlamento fantoccio a Mantova, ha creato una banca che è fallita, che, incoraggiando la secessione, ha favorito le condizioni perché, un bel giorno, alcuni poveracci su un carro armato dessero vita a una pittoresca protesta in piazza San Marco…

Quello che voglio dire è che la realtà è sempre più complessa di come uno immagina o sogna.
Penso, pertanto, che un giovane abbia il dovere di appassionarsi alla politica ma con senso critico e guardando al futuro.
Un giovane intelligente dovrebbe accorgersi che, a sinistra, non sono tutti comunisti che “mangiano i bambini” e che, a destra, non sono tutti fascisti “con il manganello e l’olio di ricino”. Solo se i giovani di oggi sapranno guardare alla politica con occhi nuovi l’Italia potrà trarne vantaggio per crescere e migliorare.

Fabrizio Mirabelli - Ds Varese

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