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Il pontile rovinerebbe l’equilibrio dell’Isolino

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7 Novembre 2006

Egregio Signor Sindaco,
siamo, con la presente, a chiederLe, con forza di rispondere negativamente alle istanze che riceverà (secondo quanto abbiamo letto sulla stampa locale) dal Sindaco del Comune di Biandronno perché il Comune di Varese dia il proprio assenso alla realizzazione di un pontile di collegamento tra terraferma ed isolino.
La tragedia che è capitata nelle acque del Lago di Varese non può e non deve orientare le scelte del Comune di Varese.
Siamo da sempre contrari a questa iniziativa che pur avendo ottenuto nei primi anni ’90 i finanziamenti per la sua realizzazione dalla Regione Lombardia venne fermata dalla dura opposizione delle Associazioni ambientaliste di Varese e della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
Siamo anche contrari che il Comune di Varese conceda al Comune di Biandronno come anche alla Provincia la gestione dell’Isolino.
Nutriamo, più di un fondato timore.
L’Isolino ha, infatti, una intrinseca fragilità (primariamente quella dell’impalcato preistorico) che lo rende incompatibile con una sua frequentazione turistica fatta di grandi numeri.
Solo piccole comitive di studiosi lo devono assaporare con delicatezza e poche alla volta.
Non in modo più consistente: pena l’irreversibile perdita di questo gioiello che Varese per primo, come proprietario, ha il compito di non far scomparire per affondamento ma di conservare per le future generazioni.
Queste le ragioni perché per prima la Soprintendenza Archeologica: si era opposta alla realizzazione del pontile con la terraferma.
Opera che ora torna alla ribalta.
Anche un pontile mobile potrebbe rappresentare una minaccia per la conservazione dell’Isolino.
Chi farà controlli per evitare abusi?
A noi sembra che si voglia ora far entrare dalla finestra un’iniziativa defenestrata a suo tempo, come detto, per la porta principale,
Il Comune di Varese non deve secondo noi, come si era ventilato durante la Giunta Fumagalli, tirare i remi in barca rinunciando ad essere il primo soggetto attivo per svolgere una azione attiva e propositiva riguardo l’Isolino (che rappresenta il primo, più importante gioiello primariamente sotto il profilo del patrimonio storico e culturale, presente nel suo patrimonio da decenni grazie alla donazione della famiglia Ponti).
Deve infatti avere un ruolo fortemente attivo e propositivo.
Innanzitutto, l’Isolino deve costituire il fiore all’occhiello del sistema archeologico provinciale (primo ad essere stato creato in Lombardia!), costituito grazie all’opera ideativa proprio dei Musei di Varese e a quella esecutiva dell’Assessore Provinciale Longoni, attraverso la sottoscrizione del Simarch tra Provincia e Musei di Varese, Sesto Calende, Angera e Arsago Seprio. Proprio il Simarch, deve essere chiaro, dovrà avere al proprio vertice il Museo Archeologico di Villa Mirabello (fatto che sinora non è avvenuto) che conserva i reperti più importanti trovati all’Isolino e che già svolge il punto di riferimento per le ricerche e gli studi sull’archeologia provinciale.
Varese così dovrà essere capofila del Simarch non solo di nome ma anche di fatto con quel ruolo di guida che gli viene attribuito a partire dalle attività del Prof. Bertolone fino ad ora con la Dottoressa Banchieri..
In questo senso il Comune dovrebbe consigliare alla Provincia, sentiti i Comuni interessati e la competente Soprintendenza, di farsi promotrice di una iniziativa di valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico territoriale di cui si dispone rendendolo disponibile a turisti e studiosi come un sistema complesso e variegato.
Unesco a ciò è interessato all’area varesina e al Monte Orsa: occorre sfruttare queta imperdibile occasione con una forte iniziativa politica dei Comuni della provincia volta a valorizzare e coordinare le aree archeologiche, paletnologiche e paleontologiche del centro nord e del nord della Provincia di Varese
Occorrerà p.es. aprire al pubblico in parte almeno e rendendo attrattivi i numerosi scavi archeologici provinciali e trovare un sistema per connetterli e renderli fruibili a studiosi e turisti.
In particolare andranno collegati i giacimenti archeologici dell’area varesina a quelli presenti a Golasecca, a Induno, a Besano a Sesto Calende e appunto sul Monte Orsa, ecc..
Questo un vero progetto strategico per la cui realizzazione vanno coinvolti necessariamente almeno privati, Provincia di Varese e Regione.
I Musei civici di Varese dovranno comunque avere sempre voce con la competente Soprintendenza su ogni iniziativa si intenda realizzarsi sull’isolino Virginia e deve continuare da parte loro l’attività di studio e la promozione didattica dell’Isolino;
va fatta manutenzione del parco dell’isolino col suo raro e pregiato patrimonio arboreo, come pure le siepi e gli arbusti, sistemati i vialetti al suo interno, migliorata l’attrattività del luogo (in cui mancano fogne, cavi elettrici interrati, servizi igienici in condizioni umane) nel rispetto della sua fragilità e di cui sopra;
non vanno piantati nuovi alberi con rischio di compromettere l’impalcato

Sarebbe bene poi che il Comune di Varese si ponesse in tempi molto rapidi il problema della tutela dell’integrità dell’Isolino inserendosi con decisione nel quadro degli accordi Provincia/CCIAA per favorire lo sviluppo turistico del territorio provinciale pretendendo e promuovendo una gestione del patrimonio storico e artistico comunale da realizzarsi in una con quello provinciale.
Vi dovrebbero essere, infatti, forme di comune valorizzazione ed una comune cabina di regia.
Bene esistano le Preziosità da vivere provinciali o il circuito Fai o il circuito degli edifici religiosi o il circuito dei parchi naturali o dei plis (parchi locali di interesse sovra comunale) ma questi vanno connessi per es. al Sacro Monte di Varese o alla Basilica di San Vittore di Varese o ai Musei di Varese e a tante altre preziosità quali le Ville storiche, i musei privati, i prodotti tipici, i beni paesaggistici, ecc. .
In breve va promosso nel suo complesso il prodotto Varese primariamente per la popolazione residente e per le scuole poi per il turismo.
Rilanciamo: perché Comune, Provincia, Camera di Commercio e Regione Lombardia non trovano l’accordo per far decollare quel progetto di Ecomuseo provinciale del quale, grazie proprio al contributo dell’assessorato alle Culture, Identità ed autonomie della Regione Lombardia e i buoni uffici della sua presidenza del Consiglio, con Politecnico di Milano e Ordine degli Architetti di Varese, abbiamo redatto un progetto pilota e stiamo per inaugurare un sito internet, ovvero i progetti di Unesco?
Tutto ciò premesso La scrivente associazione chiede cortesemente
1) che venga prontamente convocata la Commissione di gestione dei Civici musei perché possa fornire un parere sull’opportunità di realizzare un pontile fisso o mobile tra terraferma e isolino;
2) che siano reperiti anche in ambito comunitario, previa progettazione, i fondi per finanziare almeno le opere di cui si è detto sopra per dare dignità all’Isolino neutralizzando le fonti di pericolo;
3) che sia aperto un tavolo di discussione e di progettazione tra Provincia, Comuni aderenti al Simarch e quelli facenti parte dell’Area del Monte Orsa nonché Soprintendenza Archeologica e Regionale, per affrontare in termini operativi e rapidi quanto abbiamo scritto sopra e ogni altra utile proposta.
Vivissime cordialità.

Arturo Bortoluzzi - Amici della Terra

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