Il potere e la Lega
23 Ottobre 2006
Egregio Direttore,
prendo spunto dalla nuova designazione dell’ ex sindaco di Varese prof. Fumagalli all ‘incarico di dirigente presso un assessorato all’ istruzione del Comune di Milano. Ne avrà certamente la necessaria competenza. Lungi da me la velleità di esprimere giudizi sulla persona che conosco poco ma che ho sempre apprezzato per la sua “ pacatezza” né sulle sue vicende giudiziarie da cui mi auguro ne esca al più presto e con innocenza riconosciuta. La mia vuole essere una considerazione politica su come la Lega Nord, al pari di tutti i partiti, utilizza il “ potere”. Quando il Movimento di Bossi era fuori dalla stanza dei bottoni ROMA era LADRONA. Quell’ invettiva l’ ho sempre interpretata come un’ accusa rivolta ai partiti di governo e consoci del PCI di mettere le mani dappertutto. Non appena la Lega ha varcato il portone del Palazzo si è lasciata prendere dalla fregola dei posti e ne abbiamo visto di tutti i colori. L’ ex presidente della Provincia, Ferrario, è passato a dirigere una rete Rai, a Roma, portandosi dietro direttori generali, conduttori di trasmissioni, giornalisti ideatori di programmi, ex direttori del giornale La Padania. Altre poltrone sono state occupate da ex dirigenti dalla SEA di Malpensa. Ora assistiamo alla “ sistemazione “ del prof. Fumagalli. Come fanno tutti i partiti. Come hanno sempre fatto. Ma possibile che nessuno possa rimanere “ disoccupato “ dopo aver terminato il suo mandato? Non è mica un disonore tornare a fare il mestiere di prima, avendo il posto garantito da una aspettativa prevista dalla legge. Certo riconosco il diritto alla Lega di fare tutto quello che fanno gli altri. Ma allora, per piacere, si riconosca che “ il potere logora chi non ce l’ha “ e che la partitocrazia è un male comune.



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