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Il taglio dei circenses

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3 Novembre 2006

Egregio Direttore,
ho letto l’afflitto commento del sindaco di Gallarate, Mucci, preoccupato perchè la Finanziaria di Tommaso Padoa Schioppa rischia di tagliare un po’ degli stanziamenti che arrivano dallo stato al comune.
Le destre al governo della città si sono accodate e si apprestano a votare un documento contro la finanziaria.
Peccato che il documento, tardiva fotocopia di quello presentato tre settimane fa in tutt’Italia, dimentichi il successivo accordo firmato dal governo con la associazione dei comuni italiani.
Ma tutto serve per far becera polemica e a nessuno di questi signori sembra interessare l’interesse generale del paese che dovrà pur essere risanato da qualcuno dopo essere stato messo in ginocchio da cinque anni di condoni e lassismo creativo.
Ma alle destre populiste interessa far dimenticare le proprie responsabilità e incassare il plauso di una platea sempre più teledipendente e controllata da un Berlusconi che, assurdamente, continua indisturbato a gestire le televisioni pubbliche oltre a quelle di cui è proprietario.
Il sindaco di Gallarate mette quindi le mani avanti e promette un aumento delle tasse comunali in caso di inevitabili (e necessari) tagli dallo stato, .
Come cittadino gallaratese mi permetto però di ricordare sommessamente al sindaco Mucci che non ci troveremmo in questa brutta situazione se lui avesse risparmiato le centinaia di milioni (nostri) che ha speso per i ripetuti concerti in piazza di Gigi D’Alessio (3), di Radio Italia e dei Pooh.
Ben vengano quindi i tagli del governo se servono a richiamare il nostro primo cittadino a propri compiti di istituto, facendogli abbandonare tutte quelle inutili spese elettoralistiche (panem et circenses) che tanto ci ricordano gli ultimi anni del basso impero.
Un cordiale saluto.

Antonio Rubino, Gallarate

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