» Invia una lettera

In banca è sempre Natale. Solo per i soliti noti

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

14 Novembre 2006

Egregio Direttore,

il Natale si avvicina, il traffico nelle strade e le vetrine delle nostre città iniziano a ricordarcelo; anche nelle direzioni delle banche si respira un’aria euforica. In questi giorni vengono resi noti i risultati dei primi nove mesi del 2006 e sono numeri lusinghieri con incrementi, degli utili, a due cifre (MPS +25,2%, CAPITALIA +26%, POPOLARE BERGAMO +26,5%, FIDEURAM +13%, SANPAOLO IMI +8,5%, CREDITO BERGAMASCO +17% e così continuando). Un recente studio di PROMETEIA prevede un boom dei guadagni per quest’anno, con l’utile netto complessivo, del settore, in aumento del 17,5%.

Altro il clima che respirano i lavoratori del settore. Alcuni mesi fa abbiamo denunciato il clima pesante che i colleghi della BPU vivevano, e poco o nulla è cambiato rispetto ad allora.

Oggi spostiamo la nostra attenzione su Banca Intesa, convolata a nozze con SANPAOLO IMI. Banca Intesa, per poter fare questo matrimonio, ha dovuto cedere alla banca francese, CREDIT AGRICOLE, oltre a CARIPARMA e FRIULADRIA, anche circa 200 sportelli, di cui 10 presenti nella nostra provincia. E quando si parla di cessione, non si parla solo delle strutture, ma anche delle persone che in esse vi lavorano.
Nelle banche, i manager, per formare lo spirito di gruppo, usano il luogo comune, riferendosi all’azienda, della grande famiglia, ebbene a questi figli, supponiamo illegittimi, che lavorano nelle filiali cedute, nessun dirigente ha avuto il coraggio di comunicare qualcosa; se si esclude una brutta fotocopia in francese o la lista in italiano pubblicata dal Sole 24 ORE il 16 ottobre, e l’assicurazione da parte dell’amministratore delegato, Corrado Passera, che quella lista potrà essere oggetto di modifiche. Il problema è che, tanti lavoratori, al discorso della grande famiglia, in questi anni, ci hanno creduto profondamente, permettendo i risultati che oggi vediamo, ed ora scoprono, che erano solo bugie; come quelle dei politici che difendono la famiglia tradizionale, perché come minimo ne hanno due.

Nel mondo del credito il risiko bancario è ripartito ed è quantomeno strano che in tutti gli accordi raggiunti, (Banca Intesa con SanPaolo Imi, Popolare Verona-Novara con Banca Popolare Italiana, BPU con Banca Lombarda), se da una lato si punta molto sulla riduzione dei costi, che poi vuol dire anche taglio del personale, dall’altro viene scelto come governo della nuova impresa quello di tipo dualistico, con un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione, che significa non lasciare a casa quasi nessuno dei vecchi consiglieri e non scontentare nessuno. Lupo non mangia lupo. Dirigente non mangia dirigente.

Nel frattempo, in Banca Intesa, ma ripetiamo il discorso vale per gran parte del mondo del credito, viene spinta la vendita dei PAC (PIANO di ACCUMULO del CAPITALE). Sono prodotti che prevedono dei versamenti periodici per un lasso di tempo medio/lungo e che le stesse banche definiscono, ufficialmente, adatti solo ad un determinato tipo di clientela (per età e propensione al rischio).
Pertanto è forte il nostro stupore, quando al di là di accordi sulle pressioni commerciali, che spesso dalle banche vengono usati come foglie di fico per coprire le vergogne degli scandali in cui sono incappate, veniamo a sapere di colleghi che, pur valutando correttamente la propensione al rischio e la composizione del portafoglio, vengono richiamati perché non hanno venduto il PAC alla pensionata o al pensionato.

L’ obiettivo della FISAC-CGIL, come rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori del credito, è che, in un futuro non troppo lontano, le banche si rendano conto che, per riconquistare la fiducia dei propri clienti, non è importante solo la quantità dei prodotti venduti ed il relativo guadagno, ma soprattutto la qualità degli stessi e il fatto di riconoscere la professionalità dei colleghi che conoscono l’esigenze della clientela.

Saremmo felici, che i manager responsabili delle vendite, una volta appurato il corretto agire dei colleghi, ne ravvisassero la competenza e la serietà anche se non hanno venduto il tal prodotto sempre e comunque.

Con profonda stima

Lodovico Reverberi - Segr. Gen. Fisac Cgil di Varese

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.