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Islam: a chi giova questo lasciar fare?

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23 Febbraio 2006

Vorrei fare solo alcune domande, domande che costantemente mi pongo e che, secondo me, tutti, prima di andare ad apporre la fatidica crocetta, dovrebbero almeno una volta porsi.

1- Dando uno sguardo veloce alla situazione italiana, si notano nugoli di politici di ogni schiera e di ogni rango che cercano in tutti i modi di placare in qualche modo la massa degli islamici moderati per paura di eventuali ritorsioni. Sembra quasi di assistere al percosso che si duole di aver rotto il bastone del suo boia.

(non si capisce poi chi debba chiedere scusa a chi visto che le sommosse islamiche sono iniziate dopo 5 mesi dalla pubblicazione delle vignette in Danimarca.)

2- Notiamo gente che fa di tutto per proteggere chi si muove nell’illegalità e ci dice che gli occupanti di Via Lecco erano tutti col permesso di soggiorno, quindi, aggiungo io, secondo legge Bossi-Fini con un lavoro e la possibilità di avere un alloggio. (NB. Ho scritto possibilità, questa possibilità dovrebbero dargliela i denari guadagnati col lavoro, quel lavoro che permette loro di ottenere il permesso di soggiorno).

3- Notiamo gente (presente in consiglio comunale di Milano) che si scandalizza, prospettando la sconfitta degli operai, quando la Regione Lombardia legifera sulle case popolari favorendo, per le assegnazioni, i residenti in Lombardia da almeno 5 anni.

4- Notiamo gente che per zittire i nemici, considerati razzisti e fascisti, si abbandona ad atti di violenza da squadraccia fascista del ventennio.

5- Assistiamo a manifestazioni alle quali partecipano parlamentari che all’urlo di “10 100 1000 Nassirya” inneggiano al terrorismo e offendono chi ancora piange i propri cari.

6- Assistiamo al proscioglimento di persone accusate di reclutare terroristi, non per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove, ma perché il magistrato li considera guerriglieri, quindi legittimati a continuare nella loro opera.

Da queste considerazioni ed altre ancora, che non enumero per brevità, nascono le mie domande ricorrenti, che pongo anche a voi.

Questa difesa ad oltranza di chiunque contravvenga alle regole del vivere civile (o almeno quello che noi intendiamo come tale), questo lasciar fare sperando che ci lascino stare (cosa che puntualmente non accade) a chi giova? Dove si vuole arrivare? Qual è il vero scopo?

In caso vogliate rispondere vi chiedo solo un favore, evitate le solite banalità condite di integrazione, multiculturalità, razzismo, xenofobia etc; credo gli elettori siano diversi dal segretario DS di Varese, quindi siano ancora disposti a sedere dall’altra parte della cattedra, ma vogliano parole sincere e soprattutto soluzioni concrete ai problemi e non solo veli sugli stessi.

Corrado Grimoldi

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