L’audace colpo dei soliti noti
20 Dicembre 2006
Quando frequentavo l’Università a Bruxelles, il grande Jean Marie Buchet, allora professore di sceneggiatura cinematografica, soleva dire: “quando dovete scrivere una storia non cercate di inventare, basta prendere spunto dalla realtà”. Per l’appunto, eccovi una gag “iperrealista” che sarebbe perfetta per una commedia di De Sica figlio o Renato Pozzetto.
Tre mesi or sono un giovane milanese, dopo tanti sacrifici, riesce finalmente a realizzare il suo sogno: comprarsi un’Audi. Tutto orgoglioso, accarezza con rispettosa voluttà i sedili in pelle chiara, la lustra, sta attento al minimo graffietto. Passa un mese e porta il suo nuovo tesoro in concessionaria per un tagliando. Quando la sera torna a riprenderselo l’incredibile è accaduto: la sua auto è stata rubata…nel garage del concessionario. E già qui la storia ha dell’inverosimile. Dopo due settimane d’ansia l’auto viene finalmente rintracciata dai vigili. Con grande sollievo del proprietario non ha subito nessun danno, a parte il furto della radio e del navigatore che vengono immediatamente rimpiazzati. Il giovane, felice di aver ritrovato la pecorella smarrita si gode finalmente il prezioso rombo del motore, dimenticando lo spiacevole accaduto. Tre sere fa la parcheggia sotto casa e se ne va a dormire. Al mattino, il posto dell’auto è vuoto. Sbigottito, Mr L non crede ai suoi occhi. Non ha nemmeno il tempo di ricredersi che il cellulare squilla: “siamo i carabinieri, abbiamo ritrovato la sua macchina…” Il giovane pensa: caspita che velocità, questa sì che è efficienza!. Si reca dai carabinieri e finalmente si rende conto che questa incredibile efficienza era ahimè il frutto dell’inefficienza o meglio della deficienza italica: i vigili si erano scordati di avvisare i carabinieri del ritrovamento…. E il proprietario, malgrado questa bufala amministrativa, è stato obbligato a pagare 80 euro per riprendersi l’automobile. E viva l’Itaglia!!



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