“L’esternatore” Fumagalli e la Tre Valli
12 Agosto 2005
Caro direttore,
Il sindaco di Varese Aldo Fumagalli va ormai iscritto a pieno titolo tra gli “esternatori” in servizio permanente effettivo (vedi improvvide battute sul collega Del Frate e altre amenità), una categoria quanto mai abbondante nel nostro paese insieme con i tradizionali “santi, poeti e navigatori”. Intendiamoci affermare che il Casinò di Campione è orrendo non è un reato, è semplicemente un’opinione, discutibile come tutte le opinioni, ma pienamente legittima. Anch’io sono fermamente convinto che non debba essere iscritto tra le opere memorabili del valentissimo architetto ticinese. Ma il problema non è il giudizio estetico-funzionale del sindaco di Varese bensì il contesto in cui viene dato, alla vigilia cioè della massima manifestazione ciclistica varesina alla quale la Binda e il suo presidente Oldani dedicano un anno intero di lavoro tra mille difficoltà. Da qualche anno le Tre Valli Varesine hanno assunto una dimensione insubrica reale nel senso che la gara “sconfina” in Ticino che dell’Insubria è un elemento fondante,compresa l’enclave di Campione con la relativa casa da gioco ora disposta a sostenere la classica delle due ruote targata Varese.
Se di tanto in tanto la corsa non si conclude di fronte a Palazzo Estense non credo sia il caso di strapparsi i capelli. Non dimenticando che ciò serve non solo a mantenerla in vita ma anche a farla prosperare. Consideriamo poi che Mendrisio e Varese – la prima con un modiale 2009 già assegnato, la seconda speriamo vivamente per il 2008 o il 2010 – rappresentano nell’insieme un polo ciclistico di caratura internazionale con pochi eguali al mondo per il livello degli atleti che provengono direttamente da questo territorio – leggi Basso e tanti altri – o perchè nei nostri territori hanno scelto di viverci, leggi Freire e tanti altri. In questa prospettiva le scelte della Binda di Oldani sono decisamente lungimiranti. Il sindaco di Varese poi non può proclamarsi insubrico un giorno si e l’altro anche in sede di convegni e giornate di studio per poi scoprire, con il pretesto del non felice Casinò bottiano, la sua corda campanilistica non appena la Tre Valli si allontana dal Palazzo.



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