L’euro non c’entra nulla con la crisi
10 Giugno 2005
Caro Direttore,
In questi giorni dobbiamo ascoltare e leggere le enormi sciocchezze che esponenti della Lega Nord vanno dicendo sulle responsabilità dell’Euro per la crisi delle piccole e medie imprese.
Dice la Lega: “occorre tornare alla lira perché solo così potremo svalutare e quindi rendere concorrenziali i prodotti italiani”.
Peccato che il problema non sia “l’unità di misura”, l’euro, ma l’assenza di controlli sui prezzi al dettaglio e la mancanza di una politica industriale, formativa e dell’innovazione degna di un paese avanzato.
Occorre che i cittadini sappiano che solo grazie all’euro questo paese si è salvato da guai peggiori.
La Lega Nord non è solo contro l’euro, ma contro l’Europa. Ha criticato la calata dei barbari (due grandi banche europee che hanno lanciato un’OPA su Antonveneta e BNL) sostenendo la Banca Popolare di Lodi nell’acquisizione di Antonveneta.
Perché la Lega Nord sostiene la Popolare di Lodi? Perché salva l’onore padano?
No, solo per riconoscenza. La Banca Popolare di Lodi, con l’appoggio interessato di Fazio, ha salvato la Banca Credieuronord voluta da Bossi nel 2000 per “portare avanti le idee della Lega”. Purtroppo non tutti sanno cosa è successo nella banca della Lega.
“Lanciata tra i militanti nelle sezioni della Lega nel ‘98, in era secessionista, la Banca Popolare CredieuroNord viene costituita il 21 febbraio 2000 e comincia a operare nel novembre 2001 con 2600 soci e 19 miliardi di capitale. Bastano un paio d’anni per farne un piccolo grande crack. Piccolo perché, per quel che se ne sa, si tratta di un buco di una decina di milioni di euro, grande per la gravità delle irregolarità nella gestione del credito trovate dagli ispettori della Banca d’Italia e per i nomi dei personaggi coinvolti. Primo Maurizio Balocchi, sottosegretario all’Interno e tesoriere della Lega, amministratore della banca e al tempo stesso debitore come amministratore unico della società BingoNet, fallita nel 2003. Poi una pletora di personaggi più o meno illustri della Lega entrati in Consiglio d’amministrazione in varie fasi, tra i quali i sottosegretari Alberto Brambilla, Stefano Stefani e Giancarlo Giorgetti.(…) A questo punto compare il cavaliere bianco che si prende il crack della Lega con la benedizione di Fazio, che se non riuscirà a bloccare l’orda d’oltralpe, avrà almeno placato in nome dell’italianità il secessionismo padano e convinto i leghisti a votare contro il mandato a termine del governatore, come ha già promesso il ministro Maroni. Il cavaliere bianco di Fazio risponde al nome di Gianpiero Fiorani, ragioniere quarantacinquenne, ex giornalista dell’Avvenire, da sei anni amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi”. (tratto da La Repubblica – Affari&Finanza di Lunedi 7 Febbraio 2005 PRIMO PIANO Il cavaliere bianco in difesa della Banca Padana di Alberto Statera)
Con queste premesse abbiamo assistito a Maroni che, nel giro di un mese, è passato dalle feroci polemiche contro l’incarico a vita di Fazio alla difesa del Governatore come miglior garanzia per uno stop agli stranieri.
Cosa c’entra la Padania, la difesa dei piccoli e medi imprenditori? Nulla! Allo stesso modo, cosa c’è dietro la boutade del ritorno alla lira che, tutti, sanno assolutamente impraticabile e negativa?
Solo ed esclusivamente motivi elettoralistici, tutti sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori di questo paese. All’ordine del giorno del dibattito nei prossimi mesi e sino alle elezioni del 2006, non ci sarà il problema del risanamento e del rilancio dell’economia, ma assisteremo ad una campagna denigratoria nei confronti dell’euro e ad una campagna molto più sottile, ma sostanzialmente identica, che addebiterà la crisi all’insipienza di chi allora doveva gestirne il passaggio.
Dei problemi veri dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani in cerca di lavoronon si parlerà. Sui giornali, ma soprattutto sulle televisioni la si parlerà d’altro facendo credere che la responsabilità della crisi, della mancanza di lavoro, della caduta del potere d’acquisto è tutta solo ed esclusivamente…dell’euro!
Una sciocchezza ripetuta con continuità che potrebbe davvero, drammaticamente, diventare senso comune, convincimento diffuso.
Bergamo – Varese, 10 giugno 2005
Luigi Bresciani
Segretario generale Fisac CGIL di Bergamo
Ludovico Reverberi
Segretario generale Fisac CGIL di Varese



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