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L’Impero colpisce ancora

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13 Novembre 2006

Cronaca di una Domenica al Multisala Impero di Varese

Curioso da quanto letto (solo) su Varesenews dell’inaugurazione e conseguente apertura del Multisala Impero, mi decido ad andare a vedere la nuova struttura approfittando del fatto che in una sala proponevano un cartone animato che da tempo desideravo vedere.
Spettacolo scelto: ore 17.10 di domenica 12 novembre.
All’arrivo già il primo (preannunciato) problema: il parcheggio. Facile (ma costosa) soluzione: il parcheggio sotterraneo delle Corti (non utilizzabile per i film che finiscono dopo le 24:00).
Due passi a piedi in centro e siamo nell’ingresso del cinema dove ci incotriamo con altri amici. L’impressione è buona: sala ampia luminosa e accogliente, nonostante il bar chiuso.
Il primo arrivato ha già fatto i biglietti chiedendo alla cassiera posti centrali.
Essendo un po’ in anticipo, decido di andare in bagno per non rovinare dopo la continuità dello spettacolo. Il bagno dell’ingresso è unico. Sicuramente sottodimensionato (vista la capacità dell’ingresso) e già occupato. Dall’addetto del controllo biglietti ottengo l’informazione che gli altri servizi sono nei corridoi delle sale ma per accedervi occorre aspettare che lo spettacolo precedente sia finito.
Per mia fortuna non ho urgenza e non c’è tanta gente. Aspetto.
Eccoci pronti.
Il solito addetto ci indica che la sala Plutone (probabilmente la più “sfortunata” visto anche il declassamento ad asteroide dell’ononimo ex-pianeta) è nel sotterraneo. Vediamo che sono indicate anche una pizzeria e ristorante ma le scale di accesso sono transennate da imponenti cestini della spazzatura.
Appena entrati in sala, un fastidioso ronzio proveniente dalle casse frontali poste dietro al telo attira la mia attenzione e anche quella della maschera che immediatamente attiva tre ragazzotti che entrano ed escono dalla porta di accesso alla sala proiettori presene in fondo alla sala e dopo diversi tentativi, finalmente, tolgono il fruscio.
Ho tempo per guardarmi intorno. I sedili con portabicchiere sono disposti in una dozzina di file (strette), 14 posti a fila. Noi sediamo nella penultima fila, non proprio centrali come richiesto. Ci si accorge subito che la sala non è molto inclinata e se qualcuno si siede davanti, sicuramente coprirà parzialmente la visione. Qualche mamma, intanto, si presta ad imbottire con giacche e borse il sedile del figlio per permettegli di vedere qualcosa di diverso dello schienale della poltrona.
Sconsigliatissima la senconda fila in quanto la prima ha schienali altissimi.
Guardo all’interno del vetro di proiezione e vedo due proiettori a pellicola. Delusione. Non hanno fatto l’investimento tecnologico di montare un sistema digitale.
E qui si potrebbe parlare ore della mancanza di disponibilità dei titoli e di quale sarà il futuro del cinema, ma se anche le sale “nuove” non investono in questa direzione, sempre in meno saranno disposti a pagare biglietti per spettacoli non al massimo della qualità disponibile e le case di distribuzione, non avendo richieste, continueranno a propinare pellicole.
Ma ecco che inizia la magia… si spengono le luci, inizia la proiezione dei trailers e … silenzio. L’impianto audio non funziona.
Dopo circa un minuto l’audio ricompare… funziona solo il canale centrale ed è ancora presente il fastidioso ronzio di sottofondo notato all’ingresso.
Sarà un problema dei trailers (di solito di qualità più scadente rispetto a quella del film) e aspetto pazientemente l’inizio del film. Inizia il film e il problema persiste. Assoluta mancanza di effetto sorround e solito fruscio fastidioso. Dieci minuti. Il difetto scompare. Hanno trovato la soluzione ? No. Tempo pochi secondi e ritorna la condizione di prima.
Mi accontento. Il film è divertente.
Scatta la fine del primo tempo. Si accendono le luci. Compare la scritta “INTERVALLO”. Mi alzo per sgranchirmi le gambe, provo a dire “Vado….” e inizia il secondo tempo. Luci ancora accese. Mi siedo. Si spengono le luci. Oltre al solito ronzio, adesso le schermo si vede a metà: manca la metà inferiore. Qaulcuno se ne accorgerà. Passano un paio di minuti, esco dalla sala, faccio le scale fino al piano terra e avviso la maschera. Torno in sala per non perdermi lo spettacolo. Dopo qualche minuto entra una persona dall’ingresso. Entra nella sala proiezione, ne escono in tre che iniziano fastidiosamente a parlare. Comunque nel giro di una decina di minuti risolvono almeno il problema della centratura dello schermo. Il fruscio, invece, ci accompagnerà fino alla fine dello spettacolo.
Per fortuna (del cinema) il pubblico non è esigente in quanto la maggioranza dei presenti è composto da bambini.
Esco deluso. Mi viene, tornando alla biglietteria, di chiedere dov’è l’ufficio reclami ma la macchina in parcheggio a ore e la visione di un film comunque divertente mi desiste dal farlo.
Pago il parcheggio (3 euro) e vado a mangiare.
Una convenzione con il parcheggio, come hanno alcune attività commerciali, sarebbe in futuro gradita.
Vista la precocità della visita (in fondo ha appena inaugurato) gli concederò un’altra opportunità quando nella sala grande proietteranno un film di mio interesse. Ma se anche questa volta ritornerò a casa deluso, il costo del parcheggio lo investirò in autostrada…

Massimo

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