L’Impero non tollera cinque minuti di ritardo
15 Novembre 2006
MI RACCOMANDO, NON PERDETEVI I PRIMI 5 MINUTI DEL FILM!
Perché? Semplice, rischiate di non entrare del tutto nella sala cinematografica.
L’evento dell’apertura del nuovo, grandioso Cinema Multisala Impero a Varese è stato glorificato con la proiezione di 9 film di recentissima distribuzione. Film per tutti i palati, dal blockbuster al cinema d’autore. Noi tre amiche, cinefile e abituali assidue frequentatrici di sale della settima arte, ci rechiamo lunedì 13 novembre all’Impero per vedere uno dei film in programma al primo spettacolo, alle 20. Un po’ di corsa, dopo il lavoro, dopo varie mansioni serali obbligatorie, compreso un boccone per cena per non sentire rantolare lo stomaco verso la fine del primo tempo; riusciamo anche a trovare parcheggio abbastanza in fretta nonostante il cinema si trovi in centro città. Arriviamo all’Impero alle 20:05, entriamo e restiamo davvero sorprese. Certo non è più il cinema di prima, ora il Multisala non ha niente da invidiare al Warner di Londra, ad esempio. Bellissimo!
Ci rechiamo alla cassa e chiediamo 3 biglietti. La cassiera guarda il monitor davanti a sé e dice: “Ma per il film delle 20?? No, delle 22 vorrete dire.” Ovviamente no, vogliamo entrare subito. “Non mi permette di emettere ulteriori biglietti per il primo spettacolo”, riferendosi al sistema del computer che ha davanti. Esterrefatte, naturalmente ripetiamo la richiesta. “Ma sono le otto e cinque, eh!”, ribatte la cassiera, a quel punto non guardandoci più mentre parla. Quindi il suo atteggiamento significa che le ragioni per non farci entrare sono più che valide (come osiamo arrivare con 5 minuti di ritardo?), oppure cerca una scusante per convincere anche sé stessa dell’assurdità della politica ora adottata dall’Impero.
Protestiamo, è pazzesco, non è possibile, ma non c’è niente da fare. Il “sistema” dice che non possiamo entrare alle 20:05. Quindi andiamo via. Prima di uscire, diamo un’occhiata ad uno dei vari monitor posti alla sala d’ingresso, su cui compaiono i film e gli orari di proiezione: per ognuno dei 9 film vi è indicato, come orario di inizio, solo quello del secondo spettacolo, cioé più o meno le 22:00.
Quindi la direzione del Multisala ha deciso che d’ora in poi chi arriva in ritardo, senza un margine di tolleranza, non può più entrare a quell’orario e deve attendere lo spettacolo successivo; poco importa se una persona è in grado o meno di tornare dopo due ore. Pertanto, si deduce, la direzione ha deciso di fare a meno di potenziali, ulteriori vendite di biglietti. E’ una saggia mossa? Nel nostro specifico caso ha deciso di non vendere 3 biglietti in un lunedì sera, subito dopo l’apertura del nuovo complesso che chissà cosa non sarà costato. Senza contare che solitamente nei primi 5 – 10 minuti sugli schermi non vi sono che trailers e pubblicità. Ci chiediamo cosa possono pensare le società di distribuzione cinematografica riguardo una tale rigidità…
Ci si lamenta che la gente non va più al cinema, che le sale chiudono perché sono vuote.. A ciò ora si deve anche aggiungere che quando si va non ti fanno entrare? Da quando si rifiuta un accesso in sala a film inoltrato? Chi ha mai assistito ad una proiezione senza essere spettatore o protagonista di un via-vai ritardatario o prematuro?
Questo non è certo un buon inizio. Varese è piena di amanti del grande schermo e chi frequenta le sale cinematografiche lo sa. Se il nuovo deve compromettere il servizio allora rivogliamo i vecchi blocchetti di biglietti di carta. Vogliamo rimanere con i cinema di vecchio stampo, non lussuosi ma affidabili. Vogliamo rimanere con gli umili ed eccellenti cineforum, quelli con una sola persona addetta che alle 20 emette ancora biglietti e nel contempo emette tessere annuali per chi ancora non le ha, facendo avanti e indietro da due stanze di corsa per non creare troppa coda, ma anche se si crea e si deve aspettare poco importa perché siamo tutti lì a vedere quel film e quel film ce lo fanno vedere, anche se magari inizia un quarto d’ora dopo.
Un super-galattico Multisala (e così voleva essere, considerato i nomi dati alle singole sale) non serve a nulla se pone simili limitazioni, anzi risulta in pura contraddizione con il suo scopo originale. La disponibilità di nove sale condizionata da simili restrizioni equivale alla disponibilità di zero sale; infatti la fatidica sera noi al cinema non ci siamo andate.
Ci auguriamo che la direzione dell’Impero riconsideri radicalmente questa sua a dir poco inconcepibile decisione e la invitiamo a farlo nell’immediato per porre rimedio a questa sua magra, infelice figura.
Sonia Marotta
Gavirate (Varese)
Rosy Mussari
Azzate (Varese)
Roberta Recchia
Albavilla (Como)



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