L’importanza di chiamarsi Ernesto
11 Luglio 2005
Egregio Direttore
la città di Varese è reduce da una bellissima due giorni di musica – open air e totally free come dicono in Svizzera – che nonostante il tempo a tratti inclemente ha appassionato e coinvolto giovani e meno giovani, genitori e bambini, coppie e gruppi di amici che hanno scandito il tempo battendo le mani e ballato al ritmo del blues. Né sabato, dopo la prima serata assolutamente trionfale, ne oggi, domenica, dopo una serata che ha richiamato e divertito il pubblico nonostante la pioggia e il freddo, ho trovato un solo commento a proposito di questo V Black & Blue Festival, organizzato dall’associazione culturale Circo di Note di cui sono membro. Viceversa molte volte ho letto commenti entusiasti a altre manifestazioni ed eventi dei quali posso smentire – in prima persona – il successo. Perché? Vorrei non dover pensare che a fare la differenza non sia la qualità delle iniziative, o l’affluenza e il gradimento del pubblico, bensì l’influenza e il gradimento di chi organizza. Ma è questa purtroppo l’unica cosa che credo Circo di Note abbia in meno di altre realtà varesine più ricche, più blasonate e certo meglio pubblicizzate.



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