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L’incongruenza tra “verità storica” e “verità processuale”

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29 Novembre 2004

Egregio direttore,
ho visto che il giornalista Del Frate ha scritto sulla vicenda Minelli, l’ex presidente della provincia assolto dopo 12 anni dai reati dei quali era stato accusato durante il periodo di Tangentopoli.
Del Frate pare voler minimizzare la vicenda, sostenendo che non sia il caso di riscrivere per questo la storia d’Italia e di Varese degli ultimi 20 anni.
Il fatto è, dico io, che per “riscrivere” la storia bisogna prima averla scritta: quello che lui chiama rimozione del passato, riferendosi ad un processo revisionista in corso tra la gente comune è in realtà, a mio parere, una visione più obiettiva degli anni trascorsi.
Mi pare sia stato Ginsborg, nell’introduzione alla sua “Italia del tempo presente”, a parlare chiaramente della necessità di attendere almeno due generazioni prima di dare un efficace giudizio storico su fatti o avvenimenti di una certa epoca. Ginsborg, che è uno storico, ha posto questa questione come autentica autocritica alla sua opera.
Ora, è del tutto evidente che, in attesa di un giudizio storico che risulti immune agli strascichi dei fatti, si continui a parlare di queste vicende, ma non mi sembra opportuno dare giudizi netti, come avvenuto in passato. La storia, come ci è stato insegnato, è inesorabile ma vuole il suo tempo per essere scritta. Io mi sono fatto l’idea, da contemporaneo di quei fatti, che molto si debba ancora riflettere prima di emettere un giudizio definitivo e che molte assoluzioni e ridimensionamenti verranno ancora da quei processi: non perché sia finito il giustizialismo di chi ha interesse a sostenerlo, ma perché è in via di guarigione il giustizialismo della gente, quello che ha animato la “caccia alle streghe”. Difficilmente si riuscirà a dire, a meno di non averne concreto vantaggio, che Tangentopoli sia stata tutta una farsa ordita dalle “toghe rosse”, ma è certo auspicabile che alla fine possa emergere l’incongruenza, a mio modesto parere senz’altro esistita, tra la “verità storica” e la “verità processuale” di quei fatti.

Antonio di Biase

Via Pagliolico 46
21030 Cugliate Fabiasco (VA)
340/6656194

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