La città e il potere dei partiti
30 Maggio 2005
Egregio direttore,
A qualcuno è sembrato poco opportuno l’intervento di Monsignor Livetti il quale, tralasciando uno dei suoi sempre efficaci sermoni domenicali, rivolti alla salute delle anime, è sceso a dare una strigliata ai politici che, facendo “melina”, hanno esasperato i termini della crisi a Palazzo Gilardoni. Noi siamo invece del parere che il suo intervento sia stato di lezione, specie quando porta ad esempio l’azzeccata definizione dei professionisti della politica, cioè di coloro che per mancanza di attitudini e di capacità, vanno ad insinuarsi nei gangli delle amministrazioni portandovi solo scompiglio e privilegiando i propri interessi e le proprie ambizioni. Infatti la selezione delle classi dirigenti nelle nostre città si svolge sempre alla rovescia premiando i peggiori ed allontanando i migliori. Basta soddisfare le segreterie dei partiti le quali sono prive di capacità di discernimento. Così nei personaggi eletti viene a mancare il senso della dignità pubblica. Quello che sta avvenendo a Busto fa parte di quella estenuante pratica della mediazione e dell’accordo a qualsiasi costo, pur di non mollare l’osso. Monsignor Livetti dice di provare vergogna quale appartenente ad una città così maltrattata dove i cittadini non riescono a capire le ragioni che hanno determinato la crisi. Tuttavia, dove Monsignor Livetti inciampa – riteniamo non volutamente – è nel supporre che solo il sindaco sia vittima di imposizioni e sgambetti. La maggioranza dei consiglieri è partecipe di molti segni negativi. Nessuno si trova nella condizione di essere difeso. Fatta eccezione di quei pochi che abbandonando la politica si dedicano veramente ai bisogni dei cittadini. E questa è la ragione per la quale io ho fondato un movimento apolitico che ha lo scopo di indirizzare i professionisti della politica verso una buona amministrazione, un’amministrazione veramente seria come si augura Monsignor Livetti, cambiando il sistema di lavoro degli attuali protagonisti, i quali dovrebbero occuparsi in primo luogo dell’ordine, della pulizia e della sicurezza della città e non di manifestazioni che possono attendere. Infine, non risponde a verità che la popolazione ha voluto il sindaco Rosa. A scanso di equivoci che oggi si ripetono, bisogna assolutamente mettere in chiaro che sono stati i partiti a presentarlo come loro espressione unitaria della casa delle libertà. La scelta era quindi obbligata.



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