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La decisione dei Colombo mette in ginocchio i Mastini

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8 Giugno 2005

Egregio direttore,

purtroppo, il disimpegno totale della famiglia Colombo, che era nell’aria da mesi, si è concretizzato.
Per il futuro dell’hockey varesino è una ferita quasi mortale. Certo, anche in questo triste momento, bisogna essere grati al patron Amedeo delle centinaia di migliaia di euro investiti all’epoca dei trionfi dei due scudetti e della Federation Cup e poi per favorire la rinascita e il ritorno della squadra in serie “A”.
Tuttavia lascia l’amaro in bocca una decisione che, maturata a meno di due settimane dalla scadenza dei termini per il prossimo campionato di hockey, anche se legittima, di fatto mette in ginocchio, per l’ennesima vola, i Mastini.
Proprio ora che, dopo due anni, a detta di tutti, il progetto di rilancio incominciava a dare i suoi frutti: la squadra incominciava a girare, i tifosi a tornare sempre più numerosi al Palalbani, gli sponsor a farsi avanti.
Proprio ora che, finalmente, erano stati ottenuti i fondi per la Cittadella dello sport intorno al Palaghiaccio.
Da amministratore provo ancora più amarezza perché la gestione provvisoria dei Mastini non ha contribuito minimamente a risolvere il problema delle manutenzioni necessarie al Palaghiaccio ma solo a rimandarlo nel tempo.
I 2,5 milioni di euro promessi per il tetto in legno lamellare, una bella cifra ma non impossibile per chi sponsorizza i mondiali di ciclismo e Max Biaggi, sono rimasti solo un bel miraggio.
Come un miraggio, pare, sia rimasto il pagamento di acqua e gas ad Aspem.
Ma quello che trovo ancora più avvilente è che, in pochi mesi, non abbiano esitato a vanificare quello che, bene o male, al Palaghiaccio funzionava da anni: mi riferisco al patrimonio umano e professionale dei dipendenti ereditati dalla gestione Blumer, scaricati come merce avariata, e ai rapporti con le altre associazioni che usufruiscono della struttura, in particolare la Polisportiva e l’Associazione pattinatori, inspiegabilmente degenerati.
Ora occorre voltare pagina. Oltre che sperare in un gesto di generosità da parte di qualche benefattore varesino o forestiero, il Comune deve accelerare i tempi per reperire un gestore provvisorio del Palaghiaccio in attesa della futura gara d’appalto.
Bisogna guardare in faccia alla realtà. E, nell’immediato, Aspem è forse l’unica carta seriche abbiamo a disposizione.
Ma, per favore, facciamo in fretta. Non permettiamo che, dopo il Varese calcio, venga ammainata un’altra bandiera dello sport varesino. Non permettiamo che la struttura sportiva più utilizzata della Provincia rimanga chiusa.
Lo dobbiamo alla città, ai tifosi, agli sportivi ma anche alle istituzioni che rappresentiamo che, dopo gli annunci rassicuranti dei mesi scorsi relativi alla Cittadella dello sport e alle Olimpiadi, rischiano di non essere più credibili.

Varese, 8 giugno 2005

Fabrizio Mirabelli
Segretario DS Varese

Fabrizio Mirabelli

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