La Lega e il direttore
13 Novembre 2006
Egregio direttore,
con il suo ultimo editoriale sul risultato del rinnovo del segretario provinciale della Lega Nord, ci conferma che gli argomenti che più La interessano e più La stimolano a scrivere “facile” sono i fatti riguardanti la Lega Nord locale.
Siamo alle solite: si tende sempre a guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non la trave nel proprio.
Ma, in considerazione della Sua estrazione ideologica, il partito della Margherita se non sbaglio, perché non dice o scrive qualcosa “di sinistra” come dice il Suo amico (Nanni Moretti inteso come appartenente all’Ulivo) o della sinistra?
Non Le viene “facile” scrivere, per esempio, di questa finanziaria che se approvata così come presentata si profila un salasso per il ceto medio basso e privilegia, come del resto è da sempre nel DNA della sinistra, i poteri forti di ogni ordine e casta, forse perchè il Suo movimento è connivente con la estrema sinistra massimalista se non anche artefice di una parte di questa finanziaria?
La Lega Nord cambia pelle? E allora? Non è forse positivo rinnovarsi, innovare e adeguarsi ai tempi che cambiano piuttosto che restare fermi da più di un secolo come lo sono i suoi compagni di viaggio nell’Ulivo, i comunisti, orgogliosi di esserlo (Marco Rizzo, parlamentare europeo)?
Su, direttore, una maggiore obbiettività professionale nel cogliere tutti i fatti di interesse generale, siano essi di destra o di sinistra, siano essi positivi o negativi, siano essi vicini alla Lega Nord o alla Margherita, Le conferirebbe senz’altro maggiore considerazione e stima in chi La legge con interesse.
Un saluto cordiale.
Giuliano Giamberini
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Carissimo Giamberini,
siamo alle solite. C’è un bisogno diffuso di attaccare etichette invece di aprire ragionamenti sereni e pacati.
I lettori sanno bene come la penso su alcuni argomenti. Non scrivo spesso editoriali perché credo che i lettori ci tengano di più ad essere informati che non sapere che ne pensa il direttore di Varesenews.
Da qui a farmi fare lezioni di giornalismo o di obiettività ne passa. “Maggiore considerazione e stima” non mi interessano se devono sottostare a logiche di semplice equidistanza. Quello che noi facciamo scriviamo e cerchiamo di raccontare è quello che conta. E le assicuro che siamo molto attenti ai suggerimenti dei lettori se sono disinteressati.
Quanto alla mia presunta “estrazione ideologica”, come la chiama lei, non si preoccupi. Dire o meno cose di sinistra sta a me deciderlo. Semmai contesti le “sciocchezze” se ne scrivo.
Ci legga e ci sia di pungolo e stimolo. È la cosa migliore che possiamo fare, ognuno nel proprio ruolo. Per noi, per i lettori e per la comunità tutta.
Marco Giovannelli



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