La Lega non è etichettabile
11 Dicembre 2006
Egregio direttore,
sono una ragazza che vota Lega Nord ed ho letto negli ultimi giorni, da questa ed altre rubriche del Suo quotidiano, un affannarsi continuo a tacciare la Lega di fascismo, razzismo, nazifascismo.. prendendo a pretesto la manifestazione organizzata per solidarizzare con il vigile che ha sparato al delinquente di Binago.
Francamente mi sembra un modo di liquidare, un tentativo di catalogare e screditare in modo superficiale e semplicistico l’ideologia che muove il popolo della Lega e di gran parte della Padania, messo in atto da chi non capisce, non vuole capire o non si è preso la briga di approfondire l’argomento, e parla per stereotipi nel tentativo di banalizzare o demonizzare un movimento che sviluppa e porta avanti ragioni ed ideali non uniformati al pensiero “globalizzato” della maggioranza, della convenienza politica e degli interessi di una certa parte dell’economia e della finanza.
E allora viene banalmente definito “razzismo”, ogni occasione in cui la Lega si preoccupa di preservare, difendere, sostenere il “nostro” territorio, la “nostra” gente, la “nostra” economia. Un concetto ed una rivendicazione non allineata al pensiero post comunista dominante in cui si tenta di fare coincidere l’idea di progresso e di sviluppo con la “globalizzazione”, intesa come uniformizzazione del pianeta ad un unico modello economico, sociale, culturale, in cui l’identità, la storia, le radici, le tradizioni, la cultura dei popoli sono azzerati, per darsi una nuova identità che in realtà non esiste, in cui ogni religione, valore, usanza, struttura di pensiero che arrivi da fuori, deve essere subita e fatta propria in nome di una falsa integrazione. Questo non è aprirsi agli altri, non è scambiare conoscenze, non è integrarsi. In realtà il modello propinato non è altro che un genuflettersi ed accettare, subire e prostrarsi senza fiatare, lasciando che della nostra cultura millenaria, magari proprio barbara o celtica, non resti nulla.
L’idea di valorizzare le realtà locali, la specificità di produzioni territorali minori, tutelare l’imprenditorialità locale, le produzioni, il know how regionalistico, la specializzazione manifatturiera, ma anche la capacità di innovazione tecnologica dei padani, la tutela del localismo in genere, nella convinzione che l’uniformare tutto non sia il modo esatto per vincere la sfida economica che ci attende, viene liquidato come anacronisico protezionismo, arcaico provincialismo, isolazionismo, volontà di erigere barriere.
Quando la Lega parla di sicurezza, della necessità di proteggere e garantire la “nostra” gente, il popolo onesto che si alza ogni mattina e va al lavoro, produce ricchezza e consente a questo stato di campare, da una crescente delinquenza quotidiana che viola le case, l’intimità delle persone oneste, dicono che vuole instaurare un sistema da far west. Che sistema è, quello in cui rispettati e pacifici cittadini vengono sequestrati, picchiati, derubati nelle proprie case da bande di extracomunitari, magari irregolari? Che sistema è quello in cui le donne vengono aggredite e violentate nelle vie delle nostre città da marocchini illegalmente presenti sul nostro territorio? Che sistema è quello in cui islamici, rom ed ogni altro .. si sentono di potere pretendere di fare quello che vogliono, intimandoci di azzerare la nostra cultura e di adeguarci, seppure indegnamente alla loro? Che sistema è quello in cui un delinquente, un terrorista, un violento, ha sempre mille attenuanti, scappatoie, sconti di pena, indulti, amnistie, e comunque viene sempre agevolato, mentre un carabiniere, un poliziotto, o un vigile che nel tentativo di fermare un delinquente , anche per errore lo uccide, è sempre messo sotto accusa e sottoposto ad una gogna mediatica, peggio di qualunque stragista?
Tutto quel buonismo ipocrita che fa proliferare la delinquenza nelle nostre città sparlando di accoglimento di chiunque, di voto agli immigrati, di attribuzione di diritti anche fondamentali come la cittadinanza, regalati e svenduti per poco, che parla di sicurezza, ma che è sempre pronto a scagliarsi contro le forze dell’ordine, o il privato che cerca di difendersi dalle aggressioni subite, ha stufato.
Il problema della sicurezza, noi cittadini del nord, nelle nostre città invase da extracomunitari nord africani, rom, albanesi o altro, lo sentiamo e molto.
Bene ha fatto il nostro segretario provinciale, nella manifestazione organizzata per solidarietà al vigile di Binago, a dire un “basta” forte e chiaro. Le parole “Uno zingaro in meno”, significavano un delinquente in meno. Può sembrare cinico, ma è la traduzione in chiaro di quello che tantissimi sentono, che magari non dicono per perbenismo, ma è così. Erano un modo forte per affermare che è ora di finirla di dare ogni volta la croce addosso a chi tutela l’ordine pubblico, e di difendere a spada tratta e giustificare in ogni modo i criminali.
La Lega non è razzista, non è fascista, non è nazista. Queste sono infamie gratuite per non far vedere, per gettare fumo negli occhi, discredito, nel tentativo di celare se possibile, il vero progetto politico del nostro movimento. Progetto che è innanzitutto la rivendicazione, la valorizzazione dell’identità delle nostre popolazioni, lo sviluppo e la valorizzazione dei nostri territori, della cultura, dell’economia. La realizzazione di infrastrutture, di sinergie economiche, finanziarie, politiche e progettuali tra popolazioni vicine ed omogenee come quelle della Regio Insubrica, reti di servizi, e culturali per dare impulso non solo all’economia, ma anche al senso di appartenenza ad un contesto in cui ci riconosciamo. Il progetto di autonomia delle Regioni, il federalismo fiscale, non sono arcaiche misure protezionistiche avanzate da barbari, sono invece il punto di partenza necessario per consentire il tempestivo e puntuale sviluppo dei nostri territori, progettato e realizzato dai governi locali che conoscendo profondamente le singole realtà sono in grado di ottimizzare le risorse ed individuare e realizzare quello che realmente serve: strade, università, ferrovie, case, ecc.. per rendere il territorio, le imprese, le persone, in una parola le realtà locali, in grado di competere nell’economia mondiale, senza esserne schiacciati, azzerati. Altro che destra barbarica, nazifascismo e quant’altro. Se non si realizza alla svelta il progetto della Lega, saremo sì riportati ai tempi dei barbari, e le nostre genti saranno messe sotto il giogo di fondamentalisti islamici proprietari delle fonti energetiche, o altro.., ma peggio ancora, non sapremo più chi siamo e non sapremo per cosa lottare perchè non avremo più un’identità.
La lobotomia che una certa parte della sinistra vuole fare ai padani, noi la rifiutiamo e la combattiamo con ogni mezzo in ogni occasione. Sappiamo che molti la pensano come noi. E se razzista vuol dire riconoscersi in un popolo, in certe tradizioni, in certe origini, valorizzare la propria storia, diffonderne la cultura, la coscienza civile, la propria identità, allora vadano pure avanti a dire che siamo razzisti, lo prenderemo come un complimento! Si riempiono la bocca di paroloni come “democrazia”, ma come si realizza la democrazia senza la libertà di essere se stessi? Di uscire in sicurezza, di avere una casa, un lavoro, di professare liberamente il proprio credo, di rivendicare in assoluta tranquillità chi siamo, di poterci spostare su strade moderne, di avere infrastrutture adeguate, città funzionali, di vedere valorizzato il nostro territorio? Se non possiamo fare una vignetta satirica senza essere minacciati, se non possiamo esprimere la nostra opinione senza vederci censurati, accusati di ogni cosa, se non possiamo uscire di casa senza essere aggrediti, rapinati, derubati.. se non si possono ricontare le schede elettorali, se ogni organo politico è aoccupato e monopolizzato da una parte, se i sindacati di una certa appartenenza operano in regime di monopolio garantito per diritto di nascita e sono gli unici ad essere interpellati, se i soldi vengono sempre presi ad una parte della popolazione e dati sempre ad altri, senza che i primi ne abbiano di ritorno neanche il minimo necessario, se alcune regioni mantengono l’Italia per poi non potersi nemmeno costruire un’autostrada o tenere un’aeroporto, se non possiamo più accedere alle case popolari costruite con i nostri soldi perchè c’è sempre qualche extracomunitario che è in graduatoria prima di noi, ma di che democrazia stiamo parlando? Quella in cui altri comandano e noi possiamo dire sempre e solo sì?
Siamo stufi di sentirci arringare su quello che dobbiamo dire, fare, pensare per essere politicamente corretti ed accettati da una schiera di politici e pseudo intellettuali di sinistra, che giudicano e criticano come se fossimo il solito branco di pecore, ai quali loro sono solitamente abituati a rivolgersi.
Siamo stufi di subire l’arroganza di chi non accetta il confronto con chi, come la Lega, porta avanti un progetto diverso, ma cerca solo con ogni mezzo di chiuderci la bocca.
Noi siamo prima di tutto identitari e portiamo avanti a testa alta il nostro progetto di autodereminazione, di autonomia territoriale, di federalismo fiscale, a beneficio del nostro popolo, della nostra gente. Non è continuando a dirci razzisti e fascisti che ci faranno desistere.
Forse, prima di criticare tanto noi, sarebbe meglio che guardassero da altre parti, magari all’interno di certe frange dell’Unione, dove l’inneggiare al terrorismo ed altre rivendicazioni ed episodi di violenza, sono ben più preoccupanti.
Ringrazio per lo spazio concessomi.



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