La Lega non ha ancora perso
31 Gennaio 2006
Egregio direttore,
devo dire che non condivido pienamente il suo
ragionamento sulla “fine del sogno leghista”, che ha certamente perso buona parte del suo slancio iniziale, ma non ha ancora perso né le prossime elezioni politiche, né tanto meno il referendum contro il federalismo il quale, ricordiamolo, in un’ottica di fine progetto politico, rappresenta per loro – un colpo al cerchio ed uno alla botte
– il primo passo verso la tanto amata secessione del Nord.
Sono convinto come Lei, caro direttore, che alla fine la secessione non ci sarà, questa idea può però fare ancora molti danni al nostro Paese prima di svanire nel nulla. Per questo è importante non abbassare la guardia, non lasciare il morso: perché è essenziale ricordare che la
storia, più spesso di quanto non si rammenti, prevale sul diritto.
Il desiderio di autodeterminazione dei popoli, se esistono e se è autentico, è più forte del diritto e può avere, se messo in evidenza, un potere disarticolante. Quindi è importante che sia il dissenso popolare a mandare a casa questa destra, che ha messo in ginocchio il Paese e che soprattutto, ha dato alla Lega l’occasione storica di
spezzarlo.
E’importante, caro Giovannelli, non alzare in anticipo la
bandiera della vittoria: ci sono ancora moltissime persone indecise nel loro voto e a queste, soprattutto a quelli che come me in passato hanno sbagliato in buona fede, va spiegato che votando bene gli italiani potranno ritrovarsi migliori fin dalla prossima estate, avendo respinto
al mittente la deriva liberista e secessionista della nostra amata Italia. Prodi è quel che è, ma è la migliore guida possibile per l’immediato futuro del Paese.
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Carissimo De Biase
nessuna bandiera, anche perché non sta certo a noi issare bandiere, ma anche perché la fine del sogno non significa affatto la fine del potere. Certo però che tante speranze in casa leghista, e non solo lì, sono andate deluse.
il direttore



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