La risposta di Massimiliano al sindaco di Malgesso
4 Gennaio 2007
Gentile direttore,
Rispondo con rammarico al signor sindaco di Malgesso sulla rettifica da lui fatta nell’articolo del 29.12.2006!
Vorrei informare i lettori che è vero che l’esborso fatto dal comune per la mia assistenza domiciliare è di 950 euro al mese, ma è altrettanto vero che la regione Lombardia rimborsa (in base alla legge 162/98) lo stesso comune del 50% circa. In quanto al riferimento fatto dal primo cittadino di Malgesso alla proposta di intervento che lui definisce “un consistente aiuto a risolvere la difficile situazione” chiarisco che sono stato costretto a rifiutare il progetto per i seguenti motivi.
– il progetto è stato consegnato il 15 dicembre 2006: la situazione di mia madre risdale però al 10 luglio 2007.
– I 550 euro messi a disposizione dal comune insieme ai 700 che metto a disposizione io non bastano a coprire le spese per la badante perché in regola verrebbe a costare intorno ai 1300 euro.
– Il prolungamento dell’assistenza alla mia persona di 22 ore complessive settimanali non basta per ciò che necessito, perché le 7 ore in più proposte non sono sufficienti a coprire i permessi settimanali che spettano di diritto alla badante, in più metà sabato e tutta la domenica la badante è di riposo e dovrei trovare una persona a pagamento a mie spese per sostituirla.
– Per le ore settimanali che mi sono state aggiunte nel progetto, mi viene chiesto di pagare in base al regolamento della comunità montana il 15% che dovrebbe essere di circa 100 euro al mese.
Avendovi messo già al corrente nell’articolo precedente delle mie entrate complessive, cioè 1700 euro i conti sono presto fatti ed è per questo che oggettivamente sono stato costretto a rifiutare mio malgrado la proposta del comune di Malgesso. Vi chiedo, come potrei vivere, anzi sopravvivere con meno di 1000 euro al mese in tre più le spese per la casa?
Sono d’accordo con il sindaco di Malgesso che “la coscienza viene prima delle norme”. visto che sono in questa situazione difficile da sei mesi ,in mano ad amici e vicini di casa perché ho bisogno di assistenza 24 ore su 24, confido veramente che la coscienza abbia il sopravvento sulle norme!
Spero che non ci siano molti casi come il mio, cioè di persone paralizzate a letto che vivono con una madre operata di tumore maligno al cervello, ma nel caso in cui esistessero altri casi simili mi auguro che vengano seguiti dalle istituzioni e dai servizi sociali in maniera adeguata in base alle loro necessità.
Ringrazio VareseNews per lo spazio concessomi e per l’attenzione dei suoi lettori. Buon anno a tutti voi!



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