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La storia va raccontata senza pressioni politiche

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4 Novembre 2005

Leggo, non senza rabbia, l’e-mail inviata dal sig. Giovanni Canziani apparsa su Varesenews (31.10).
Mi meraviglia, ma non più di tanto, che un cittadino di Lonate Pozzolo, che si vanta d’altronde d’essere ex-sindaco (meno male) e membro del coordinamento enti locali per la pace ed i diritti umani, possa accumulare in un solo scritto tante inesattezze.
Proprio perché ex-sindaco avrebbe dovuto rallegrarsi che alcuni suoi concittadini avessero avuto l’idea e la pazienza di organizzare e mettere in atto una mostra storica scevra da qualsiasi influenza dei partiti che rappresenta uno scursus degli avvenimenti succedutisi nel Nostro Paese dal ’22 al ’45.
Io, da semplice cittadino e, in primo luogo da Italiano, ho, visitando la mostra senza alcun pregiudizio politico nei confronti dei curatori e dell’amministrazione comunale che l’ ha sponsorizzata, rivissuto gli avvenimenti che da ragazzo hanno caratterizzato la mia vita.
Il sig. Canziani cita lo studio della storia. Mi dovrebbe dire su quali libri lui l’ ha studiata, forse su quei libri che hanno distorto la verità o raccontata solo con una visione di parte?.
Vorrei fargli sapere che chi scrive l’ ha vissuta sulla propria pelle. Infatti, coloro che lui inneggia (i partigiani) hanno fatto di me e dei miei fratelli degli orfani. Infatti, costoro, barbaramente, hanno prelevato da casa mio padre, colpevole solo di credere nei suoi ideali e fedele al giuramento prestato, e messo al muro in quel di Taro di Parma.
Il non aver invitato l’ANPI può essere stato un errore (chi non ha mai commesso errori?) ma, il sig. Canziani, non dice che sono stati invitati e premiati alcuni partigiani viventi, vedi l’Allegrati, il Mainini ed altri.
Di che cosa si sarebbe dovuta vergognare tale l’associazione?
Forse del fatto che, allora, i partigiani non si fossero limitati a combattere(non senza gli aiuti degli americani, che ora odiano) i nazifascisti ma avessero diretta la loro furia ed il loro piacere di uccidere verso migliaia di persone innocenti, colpevoli solo di non essere comunisti. Costoro, molto spesso, si vendicarono, solamente, di nemici personali e non d’ideologia. Sa il sig. Canziani quanti preti, suore e semplici cittadini furono passati per le armi?
Le esternazioni del Sig. Canziani sono dettate solo da risentimenti politici, infatti, non si è minimamente guardato dal partecipare, con molto fervore ed appetito, al rinfresco che è seguito all’inaugurazione della mostra.
Mi dispiace solo per quei ragazzi che sono stati allievi del Sig. Canziani, durante il suo periodo d’appartenente alla Pubblica Istruzione. Se tanto mi da tanto…non mi è difficile pensare quale insegnamento abbia potuto profondere loro circa gli eventi di quel periodo storico. Meno male che ha deciso di lasciare l’insegnamento, per farsi nominare direttore generale della società di compostaggio di Termoli, società appartenente alla COGETI, molto nota a Lonate.
Mi auguro solo che il Dirigente scolastico organizzi, per i ragazzi delle scuole, visite guidate alla mostra. E’ importante che essi conoscano la storia del Nostro Paese, raccontata senza pressioni politiche di nessuna sorta, ma per come realmente si è svolta.
Ringraziando, porgo distinti saluti.

Sergio De Maria Gemini

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