La tragedia di Binago
13 Novembre 2006
Egregio Direttore
nella sparatoria di Binago vi sono due vittime , quindi bisogna avere il massimo rispetto per la tragedia che stanno vivendo la famiglia della vittima, che ha perso il proprio caro, ma anche per l’agente di p.l. e la sua famiglia, che si ritovano con questo dramma che li segnerà per sempre.
Concordo però ,con quanto afferma il sig. Carlo Gesua, l’articolo 57 del codice di procedura penale è chiaro, gli agenti di polizia locale rivestono la qualifica di agenti di polizia giudiziaria (alla polizia giudiziaria spetta la repressione dei reati), sul territorio di competenza (ovvero nel comune dove operano) e quando sono in servizio, quindi nelle loro 36 ore di servizio settimanali (e negli eventuali straordinari ordinati dall’amministrazione competente), mentre gli agenti di polizia dello stato (carabinieri , poliziotti, G.d.F. ecc.) lo sono su tutto il territorio nazionale , senza limitazione temporali quindi …..sempre!.
Questo non vuol dire, che un vigile urbano fuori servizio, debba ignorare un reato e girare l’angolo, ma dovrà avvisare i colleghi in servizio, le altre forze dell’ordine, collaborare in tutti i modi per assicurare i presunti colpevoli alla giustizia.
Si presunti!!!! Perché spetta alla magistratura giudicare se una persona è colpevole ed eventualmente condannarla, non si può in un momento di stress fare uso delle armi, sapendo di mettere a rischio la vita di altre persone (se fosse stato colpito un passante ignaro di tutto?), perché è un conto trovarsi coinvolti in una sparatoria , e lì purtroppo vengono prese delle decisioni in un istante, magari anche errate, ma in una situazione di pericolo di vita!!!, altro caso è trovarsi con delle persone che fuggono (dopo un presunto reato), dandoti le spalle e che non ti minacciano in alcun modo.
Un agente di polizia, pubblica o privata, o anche un semplice cittadino legittimamente autorizzato, prima di fare uso delle armi, deve valutare i rischi che sta correndo e i pericoli che potrebbe far correre a cittadini e anche (sembrerà strano alla gente) ai presunti delinquenti impegnati nella consumazione di un reato.
Prima di usare un’arma, oltre all’addestramento al poligono, bisogna conoscere bene anzi benissimo le leggi che regolano l’uso delle armi, per non trovarsi un giorno con un morto sulla coscienza e con un lungo processo, ma cosa più grave, con la consapevolezza di aver privato della vita un altro essere umano.
Cordiali saluti



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