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La vera questione morale

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10 Giugno 2005

Egr. Direttore,
è evidente che le coraggiose dichiarazioni di Rutelli a favore dell’astensione hanno sconquassato non poco la Margherita e, in qualche caso, in modo devastante.
Basta prendere atto di quanto afferma Luca Ferrari, Membro dell’Assemblea Regionale della Margherita e Vice Presidente della Convenzione della Margherita della Città di Varese, allorchè, proprio nel momento in cui rivendica l’alto valore dell’istituto referendario, attacca quella condizione specifica -il quorum – che da noi ne garantisce la legittimità in termini di espressione effettiva della maggioranza popolare. Infatti un referendum in cui vi sia una maggioranza di SI frutto però di una partecipazione effettiva al voto inferiore al 50% come potrebbe onestamente pretendere di modificare una legge, qualunque essa sia, frutto di una maggioranza parlamentare? Paradossale poi l’analisi “morale” – con l’inevitabile e scontata condanna senza appello – della posizione di chi propone l’astensione: se questa, Costituzione alla mano, ha una sua legittimazione proprio nell’istituto referendario, ci vuole un bel coraggio a chiedersi come – preso atto che nelle ultime consultazioni l’astensione è stata del 30% – con un misero 20% il comitato fautore dell’astensione “possa arrogarsi la soddisfazione di decidere per il rimanente 80%”, arrivando di conseguenza a definire il tutto “un mostruoso deficit di democrazia”!!! Non bisogna essere dei dottori in statistica per capire che un tale ragionamento non ha nè capo, nè coda, visto e considerato che è proprio vero il contrario. Quanto poi all’arroganza di definire la posizione astensionista “meschino gioco di convenienza”, che dire allora del continuo, accorato appello del comitato per il SI ai cattolici e non solo perchè “comunque vadano a votare”? Solo questi sarebbero mossi da una seria consapevolezza del valore civico della partecipazione e non piuttosto da un immediato tornaconto, perchè in tal caso si contribuisce comunque al raggiungimento del quorum? Onestamente è forse il caso di concentrarsi sulla vera ed unica questione morale in gioco, quella che ci impone di riconoscere o meno la dignità di ciò che è stato l’inizio della vita di ciascuno di noi, l’ embrione. Ma non sembra essere questo al centro dei dibattiti, anche per certi sedicenti “cattolici”.

Luca Cattaneo

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