La vox populi non può essere vox dei
16 Aprile 2005
Di santi ne abbiamo abbastanza (sui 10mila) e gli aspiranti tali possono anche attendere, senza contare poi che, a farne troppi, più di uno potrebbe rimanere disoccupato. Abbiamo invece bisogno, molto bisogno, di cibo (sano), di lavoro, di case, di relazioni democraticamente orizzontali, e di “amore”, che nessuno riuscirà mai a far rimare con “fanatismo”. Quello piazzaiolo, che apparenta pericolosamente la folla che lincia il cadavere di Mussolini in piazzale Loreto e la folla che acclama santo Giovanni Paolo II. Mi fanno paura quella e questa folla, mi fa paura la folla. Voglio sperare che il prossimo papa non tenga in nessun conto gli umori milanesi di quell’aprile 1945 e quelli romani dell’aprile 2005. La “vox populi” non può mai, a mio parere, coincidere con la “vox Dei”.



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