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Laici e credenti

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1 Agosto 2022

Egr. Direttore,

commentare l’ultimo libro di Gilberto Squizzato, “Se il cielo adesso è vuoto” in poche righe non é facile, un libro complesso, di non facile lettura e che una volta letto andrebbe riletto e ristudiato. L’assunto parte dalle origine delle Chiesa, dalle prime comunità cristiane dove di fatto nei primi tre secoli non esisteva nessuna casta sacerdotale che ieri come oggi ha la pretesa della verità, che poi con papa Pio IX si trasformò nel dogma infallibilità, certificando quindi nero su bianco tutti gli errori e gli orrori commessi dalla Chiesa nei suoi primi 2000 anni, tolto lodevoli e pochi eccezioni. Errori e orrori commessi nel nome del Vangelo che costringono gli ultimi papi quando vanno nel mondo, a compiere Pellegrinaggi penitenziali come l’ultimo viaggio di papa Francesco in Canadà per le atrocità commesse da uomini delle Chiesa in nome del Vangelo, compresi gli scandali degli abusi sui minori che la Conferenza Episcopale Italiana cerca di occultare in tutti i modi e che in diverse parti del mondo è costata migliaia e milioni di dollari di risarcimenti alle vittime.

Si può quindi oggi certificare sul piano storico che la crisi della Chiesa parte nel III secolo D.C. per opera dell’imperatore Costantino, quando decise di porre ordine al disordine e ai tumulti causati dallo scontro dalle diverse fazioni religiose, e decretò la religione Cattolica come religione di Stato di tutto l’impero Romano, dando vita a quella casta sacerdotale tutt’ora presente ma che oggi è la causa principale della crisi della Chiesa e che si chiamo clericalismo, cioé la santa alleanza tra Dio e Mammona, cioè il potere temporale, con gli insegnamenti del Vangelo. (Leggi Concordato) Fa bene Squizzato a rivendicare la laicità delle prime comunità cristiane. Infatti quando Gesù chiamò i primi apostoli non li scelse tra scribi, farisei, rabbini o dottori della legge, cioè i consacrati del tempo, ma li scelse in persone semplici, puri e umili di cuore, pescatori, pastori, operai, donne e uomini; non li mandò a studiare nei seminari, non costruì chiese, cattedrali, basiliche, non li rivestì di vesti preziose e collane d’oro, non chiese a nessuno atti di sottomissione, lasciò loro la più completa libertà, compresa la libertà di tradire o di essere abbandonato nel momento tragico della passione e della morte, da Giuda Iscariota a Pietro. Ma cosa spinse i primi discepoli di Gesù a ritrovarsi e a riorganizzarsi dopo a sua morte? Credo due cose: La resurrezioni di Gesù e l’annuncio della Buona Novella, cioè l’avvento del Regno di Dio con il ritorno di Gesù sulla terra. Poi alla fine si accorsero che il ritorno di Gesù non era poi così imminente e così nacquero i Vangeli, per ricordare la Parola di Dio insegnata da Gesù, tutti testi scritti tra 50 o 100 anni dalla sua morte sulla croce.

Mettersi a disquisire se tra qualche miliardo di anni Gesù ritornerà sulla terra lo possiamo lasciare a qualche filosofo bontempone, come ce ne sono stati anche negli ultimi anni, che si sono diverti a profetizzare la fine del mondo. Quello che rimane a mio parere é quello di credere nella sua Resurrezione, che rimani un grande mistero, e di impegnarci tutti nell’avvento del Regno di Dio, una cosa concreta in cui tutti, credenti e non credenti o di altre religioni, ci dovremmo impegnare molto di più, accantonando per sempre tutti i dogmi della Chiesa che oggi sono solo fonte di ateismo. Quando qualcuno mi chiede che fine possono aver fatto atei convinti come Pertini o Berlinguer, posso solo rispondere che sono stati protagonisti della costruzione del Regno di Dio anche senza credere in Dio e se esiste il Paradiso, sicuramente c’è un posto anche per loro anche se non sono mai stati a Messa. Alla domanda che si pone Squizzato se è possibile essere credenti senza Chiese, la risposta potrebbe essere SI, ma con il rischio di lasciare queste strutture secolari al loro triste destino senza soccorrere e aiutare papa Francesco in quell’opera di rinnovamento per convertire tutta la Chiesa al vangelo, cioè a quell’amore fraterno che fa ancora tanta fatica a farsi strada anche nella Chiesa. Quindi la risposta alla fine é NO, anche perchè oggi tutte le Chiese e tutte le religioni hanno un compito storico importante: fare passi decisivi sulla strada dell’ecumenismo per salvare l’intera umanità dal baratro delle guerra nucleare. E i ritardi di tutte le Chiese e di tutte le religioni compresa la Chiesa Cattolica in questo cammino sono enormi. Così come alla stesso modo é molto difficile se non impossibile pensare alla Democrazia senza partiti, aspirazione che in passato hanno avuto tutti i regimi fascisti e nazisti, a cui aspirano tutti i regimi dittatoriali (E’ vero poi che su questo argomento ci sono stati intellettuali che smentiscono questa mia affermazioni come Simone Weil che nel secolo scorso scrisse un piccolo trattato MANIFESTO PER LA SOPPRESSIONE DEI PARTITI POLITICI). Ma a mio parere la scomparsa dei partiti politici in Italia ha causata e sta causando un profonda crisi al punto tale che la maggioranza degli italiani rischia di non andare nemmeno più a votare

C’è poi un’altra affermazione che faccio fatica a condividere, quando alla fine del libro parla di FEDELI AL SOVVERSIVO SCONFITTO. Che Gesù sia stato un ribelle e un sovversivo é fuori discussione perchè ha predicato l’amore per tutti, compreso per i nemici. Quindi anche noi per poterci definire cristiani dovremmo essere sovversivi e ribelli. Ma Gesù non può essere definito uno sconfitto, Gesù non é stato sconfitto, é morto sulla croce per amore, per amore verso il suo prossimo, cioè per amore verso tutta l’Umanità, così come sono morti tanti martiri della fede, dai prima martiri come Stefano, Paolo, Pietro ecc. e poi Oscar Romero a padre Ezechiele Ramin a tutti i martiri del fascismo e del nazismo e poi tutte persone che sono morte per la giustizia e per la libertà da Falcone a Borsellino compreso Aldo Moro e tutte le vittime del terrorismo. Possiamo noi definire tutte queste persone sconfitte? Non credo. Persone non saranno mai dimenticate dalla storia per il coraggio con cui hanno vissuto la loro vita. Sulla opportunità poi di modificare la preghiera del PADRE NOSTRO, la ritengo inopportuna, anche perchè é la preghiera che Gesù ci ha insegnato. Mentre credo che oggi é arrivato forse il momento di cambiare la nostra professione di fede, rendendola attuale e condivisibile non solo a tutte le religioni cristiane, ma a tutte le altre religioni, a credenti e non credenti, fedeli al principio consolidato che le differenze sono un dono di Dio ma le divisioni sono opere del diavolo. Intanto che scrivevo questo commento, in queste giorni è venuta a trovarmi una amica di famiglia, una che crede che tutte le persone possono essere portatrici di luce e di energia positiva, con un rapporto diverso con il fine della vita; sostiene infatti di poter vedere e incontrare persone che sono scomparse, parenti o semplici conoscenti, in maniera normale e tranquilla anche senza tavolini traballanti, e di scambiare con loro poche parole, esperienze vissute anche tante altre persone. Certo che questi discorsi sono semplicemente sconvolgenti. Se diventerebbero patrimonio di tutta l’umanità si potrebbe affermare che alla fine della nostra vita non ci aspettava la morte come tutti le religioni sostengono, ma si passa dalla vita terrena ad un altra vita, e che a quanto pare sembrerebbe migliore di quella vissuta sulla terra. Questo confermerebbe la stessa tesi espressa da Gesù sulla croce che parlando al buon ladrone si era rivolto alla fine con quelle parole cariche di mistero “Oggi sarai con me in Paradiso” e che nel linguaggio comune consolatorio fa dire oggi per tutte le persone scomparse che “Sono tornate alla casa del Padre …” non che sono morte, ma vivono da un’altra parte. Fatto questo che potrebbe liberare tutti dal dolore la perdita della persona cara. Una tesi rivoluzionaria, se presa in considerazione, cambierebbe totalmente il nostro rapporto con Dio.

Non si crede più a Dio solo per paura della morte e quindi dell’eventuale castigo eterno, ma si crede in Dio nella più totale libertà di pensiero e nella gioia della sua misericordia, per costruire quel Regno di Dio che potrebbe far vivere il mondo intero nella pace senza mai più guerre, come purtroppo invece avviene tutt’ora per l’ossessione geopolitica delle superpotenze legati alla costruzione e il commercio delle armi, sempre. Alla domanda che si pone Squizzato nel sottotitolo del suo libro “E’ possibile credere in Gesù nell’età post-religiosa?” la risposta è Si. Guai a noi se poi alla fine, delusi dalla Chiesa per tutti i suoi scandali secolari e tutti quelle che sono ancora presenti, si rinunciasse a credere in Dio. Sarebbe un errore imperdonabile. Scrive infatti Raniero La Valle in uno dei sui ultimi libri: “Nella mia vita ho già imparato tante cose. Nella storia dei secoli, tante volte gli uomini hanno sbagliato pensando a Dio, sbagliato sul modo di vedere il mondo, la società o noi stessi. E il rimedio non è quello di non credere in Dio, perché l’uomo, senza Dio, si costruisce subito altri idoli, come il denaro o l’indifferenza, diventandone schiavo. Quante tragedie, andando indietro nella storia, sono state provocate da una falsa cognizione di Dio? Gelosie, disuguaglianze, eccesso di virilità, poca considerazione delle donne, vendette, guerre sante, crociate, schiavitù, inquisizioni, respingimenti, terrorismi, scomuniche, annegamenti, l’odio nei confronti dell’altro, e sempre con un Dio pronto a giustificare, un Dio geloso, maschilista, vendicatore, giudice, padrone, re della terra, signore degli eserciti, despota delle anime e dei corpi, come coloro che usano il rosario brandendolo come spada, per far valere i propri interessi personali. E ci sono purtroppo anche tanti santi famosi che si potrebbero citare a supporto di molte errate rappresentazioni di Dio, anche nella nostra diocesi ambrosiana. Gesù è venuto a correggere tutti questi sbagli secolari, a spiegare la vera figura di Dio, in opposizione alle cattive rappresentazioni del Padre, offrendosi Lui, Figlio, come criterio di riconoscimento, facendosi umano, facendosi servo dell’intera umanità, per amore, solo per amore, fino alla morte sulla croce, per mostrarsi al mondo intero come Dio della misericordia.”

Concludo poi questo commento rivolgendomi o rivolgendo a Squizzato questa domanda provocatoria: Dopo tutte queste critiche fatte alla Chiesa, questi nostri preti, vescovi, papi e cardinali li dobbiamo amare o no? O se si vuole a chi spetta il compito e evangelizzare questa Chiesa? Forse la stessa domanda che 500 anni or sono di era posto Martin Lutero quando qualcuno espose nella sua chiesa di Wittenberg le sue 95 tesi a sua insaputa. Oppure, a chi spetta il compito di riformare la Chiesa al Vangelo se noi i laici, coloro che dalla Chiesa sono sempre stati estromessi? come non lo so, magari liberando la casta dei consacrati dalla loro ossessione di essere assediati senza assedianti, perchè tutti i delusi dalla Chiesa l’hanno ormai abbandonata e non credono più. Tutt’al più credono in Dio senza credere nella Chiesa che sono la stragrande maggioranza! Ma poi rischiano ad aderire a movimenti razzisti e xenofobi come avviene in Italia sul dramma di migranti. Poi c’è un ultima considerazione che devo fare. Tutte questi migliaia o milioni di libri scritti in 2000 anni della storia della Chiesa rischiano di demolire le mie certezze. Chi scrive sostiene che pur riconoscendo la bontà delle ricerche storiche sui Vangeli, che la Parole di Dio è semplice e chiara. La grande difficoltà é metterla in pratica, cosa sulla quale cadiamo tutti e diventiamo peccatori, tolte poche eccezioni, tutti i martiri che sono morti sacrificando la loro vita per la fede. Non ci servono studiosi, dottori della legge, teologi perchè quelli avuti in passato hanno sbagliato, nessuno escluso, visto che sino a ieri tutte le religioni e tutti i teologi hanno giustificato la guerra, hanno addirittura teorizzato la guerra giusta, che è la più grande bestemmia contro Dio portata aventi sino ad ieri e tutt’ora presente, al punto tale che oggi chi chiede la Pace e il cessate il fuoco per la guerra in corso in Ucraina é accusato di essere filo russo. Oggi chiedere la fine della guerra é diventata una bestemmia! Se invece per credere in Dio servono teologi o dottori della legge, allora dobbiamo affermare che Gesù ha sbagliato tutto nella sua predicazione a cominciare dalla scelta degli apostoli. Detto questo ha ragione Squizzato quando afferma che adesso il cielo é vuoto. Dio non in cielo a godersi lo spettacolo dei quello che facciamo su questa terra. Dio è nei volti degli immigrati, dei poveri, dei bisognosi, dei malati, delle persone sole che incontriamo tutti i giorni e che non sappiamo accogliere e amare. Detto questo credo il libro di Giberto Squizzato è molto interessante che va letto e anche studiato da tutti, spero anche da tanti preti, anche se anche loro sono finiti nella categoria delle persone che non leggano più perchè non hanno tempo. Peccato !

Emilio Vanoni, Induno Olona

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