Le difficoltà del 2006 e le aspettative per il 2007
4 Gennaio 2007
Egregio direttore,
brevemente, molto brevemente alcune considerazioni sull’anno appena finito e su quello appena iniziato. Visto che altri giovani della poltica locale hanno espresso le loro considerazioni cercherò di dare un altra possibile lettura di alcuni accadimenti.
Il 2006 sicuramente è stato un anno difficile, complicato e molto molto lungo. Abbiamo visto processi sommari e 40 ragazzi “usati” dalla politica italiana per cercare di vincere le elezioni, 40 ragazzi rimasti in carcere per 4 mesi e poi condannati a 4 anni, senza prove certe, per aver preso parte ad un corteo anti-fascista contro la fascistissima (come si sarebbe detto nel ventennio) manifestazione di Fiamma Tricolore, formazione politica che si è presentata alle elezioni con il centro destra, l’11 marzo a Milano.
Abbiamo avuto le elezioni politiche in Italia, con finale thriller, talmente thriller che si stanno ricontando le schede. Elezioni vinte dal centro sinistra per un pugno di voti, talmente pochi che se pensassimo alla demcrazia non in termini di rappresentanza sarebbe difficile parlare di vittoria.
Abbiamo visto l’Italia vincere il mondiale di calcio dopo 24 anni (come se esistesse solo questo sport), e con questo abbiamo visto un preoccupante rigurgito di nazionalismo smodato nelle vie e nelle piazze delle città, terminato tristemente con uno striscione tenuto da alcuni giocatori azzurri al Circo Massimo a Roma dove era dipinta una croce celtica.
Abbiamo visto nuovamente lo spettro della guerra aggirarsi nel medio oriente. Lo stato di Israele nuovamente coinvolto, nuovamente responsabile. E parlo appunto di stato e non di nazione, perchè troppo spesso si confonde la critica alle politiche statali israeliane con l’anti-semitismo che è cosa riprovevole e che gia nella storia dell’uomo ha giustificato massacri e ghettizzazioni (l’ultima nella storia le politiche Hitleriane di sterminio). La pace in medio-oriente ed il conflitto Israeliano-Palestinese saranno sempre lontani fino a che non si determinano le responsabilità oggettive e si continua a gridare e inveire solo contro i “terroristi Islamici”.
La finanziaria ammazza-precari si abbattutta sull’Italia. Il precariato è un fenomeno ancora non capito, anzi c’e’ chi pensa di averlo capito: il precario è colui che ha un contratto a termine. Peccato che non sia così, il precariato è un fenomeno sociale molto complesso, che pervade tutte le sfaccettature della vita, formato sia da chi ha un contratto a termine sia da chi un contratto a tempo inderminato ma con salario inferiore alle necessità di vita, sia dagli studenti che dai pensionati. La soluzione non è ritornare al vecchio contratto a tempo indeterminato, non voluto da molti giovani lavoratori così come dalle aziende, ma forse un estensione dei diritti che esuli dalla dicotomia lavoro stabile-diritti, come il redditto di cittadinanza o i minimi contrattuali orari.
Il 2006 ci ha nuovamente mostrato come lo stato Italiano che dovrebbe essere laico, e sarebbe anche ora che lo sia, non lo sia ancora del tutto, come la Chiesa troppo spesso mette bocca in questioni che non la riguardano, ovvero le questioni politiche.
Nel 2006 abbiamo visto che le libertà personali di scelta esistono solo formalmente basti pensare che ancora oggi non si ha libertà di scegliere i propri gusto sessuali. Abbiamo visto un uomo che chiedeva di morire, di essere uccisio come direbbe qualche moralista benpensante, e come questa volontà e libertà di scelta li sia stata negata.
Speriamo che il 2007 porti almeno ad un estensione delle libertà personali, perchè nessuno può arrogarsi il diritto di decidere per altri cosa può o non può fare della propria vita e del proprio corpo.
Speriamo quindi che il caso Welby non si repeta, nel senso che vengano accontentate le richieste del paziente.
Speriamo che le politiche coercitive proibizioniste sulle sostanze termino e si inaugurino politiche anti-proibizioneste a riguardo(non il grammo della signora Turco per Hascish e Marijuana che può essere solo un inizio), perchè consumare sostanze può essere sbagliato ma sicuramente non può essere un reato.
Speriamo che si cerchi di risolvere veramente il problema precarietà sociale.
E speriamo che sia un buon anno.



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.