Le manifestazioni per il Papa
7 Aprile 2005
Egregio Direttore,
mi permetta, con il massimo rispetto per la memoria del defunto Pontefice e con la doverosa e sincera comprensione per il dolore dei milioni di fedeli che lo piangono, di esprimere sommessamente una perplessità su alcune delle iniziative attuate da istituzioni dello Stato Italiano.
Il servizio pubblico televisivo e radiofonico è stato completamente messo al servizio, per alcuni giorni, della cronaca di questa dolorosa situazione. Essendoci una molteplicità di canali si sarebbe forse potuta organizzare una programmazione più equilibrata che, accanto alla preminente e doverosa “copertura dell’evento”, riservasse uno spazio – pur nel doveroso rispetto del lutto della maggioranza dei cittadini – anche ad altri temi di informazione e riflessione.
Passando al livello locale apprendiamo oggi, inoltre, che il Comune di Gallarate installerà dei maxi schermi verso i quali saranno convogliati gli studenti delle scuole cittadine. A specifica domanda sulle possibili alternative per gli studenti non cattolici, o comunque desiderosi di partecipare al lutto in forme più riservate, i dirigenti scolastici interpellati non hanno, per il momento, saputo dare informazioni.
Non mi sembra il caso, in questa sede, di sottolineare l’evidente strumentalità di alcune delle iniziative adottate: è un fatto – preoccupante – che si nota da tempo, che è passato attraverso la “campagna” dei crocefissi nelle scuole e che verrà sicuramente ripreso in una prossima campagna referendaria che già si preannuncia lontana da qualsiasi possibilità di dialogo razionale.
Non posso d’altra parte non evidenziare, almeno, l’evidente contraddittorietà di coloro i quali sono oggi in prima fila nell’ossequio al Papa mentre, solo ieri, hanno ignorato i suoi accorati appelli contro la guerra.
A questo punto vorrei solo che, a bocce ferme e quando tutto sarà “sedimentato”, ci si fermasse un attimo a riflettere tutti insieme su due temi che mi sembrano oggi particolarmente importanti: il senso dello Stato laico in questo nuovo secolo, da un lato e – dall’altro – il significato del rispetto delle minoranze, per quanto esigue, in questa nostra civiltà di massa e di mass-media.



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