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Legge elettorale, alcune considerazioni

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26 Ottobre 2005

La nuova legge elettorale a prima vista piace.
Sono un cittadino che ha pure scritto molto tempo addietro un testo di legge simile, simile a quello che si sta approvando e che tale testo è depositato presso la Presidenza della Repubblica.
Condivido la validità dell’importanza anche dell’ultimo voto valido che può determinare se a vincere sia uno schieramento o un altro.
Il voto maggioritario non era certo consono alla partecipazione dei cittadini: i collegi sicuri dell’uno o dell’altro schieramento lasciava i cittadini del luogo ma sopratutto i militanti delle zone inoperosi:tanto era già tutto deciso.
Non solo. I candidati nelle varie circoscrizioni pareva dovessero fare corsa a se per vincere loro. E questo ha messo la collettività partecipativa dei partiti da parte così come si è poi visto al Parlamento, dove pareva ci fossero 630 o 315 partiti politici.
Apprezzo la cancellazione delle preferenze. Da persona pratica degli scrutini ritengo un atto di snellimento delle pratiche ai seggi ma soprattutto un atto di giustizia e di equità. Le persone che avevano il proprio nome poco comune molte volte si vedevano cancellare le preferenze perché o mancava una esse o una erre…..
Condivido il vincolo “anti-ribaltoni”.
Tre sono le cose che critico.
La prima. Al federalismo da cittadino avrei preferito la semplificazione e la standardizzazione delle operazioni di voto per cui la legge elettorale doveva essere estesa in forma identica a Regioni, Province e Comuni al fine di rendere il cittadino facilitato nell’espressione del proprio voto.
La seconda. Il sistema elettorale al fine di risparmiare ingentissime risorse economiche doveva portare ad un “election day” pluriennale. Eventuali elezioni suppletive in caso di chiusure anticipate di legislature a livello di singoli enti dovevano dar luogo solo a elezioni per legislature a durata limitata che riportasse la scadenza all’election day collettivo.
Questo lungo lasso di tempo lontano da campagne elettorali avrebbe costretto la politica a impostare finalmente un programma a lungo termine per risolvere i problemi di arretratezza in cui si trova l’Italia rispetto all’Europa e ai paesi terziarizzati nel campo economico, finanziario, ecc… senza le solite leggine elettorali con stile di scelte “a vista”.
La terza. Ho visto che la legge in corso di approvazione al Parlamento predispone collegi elettorali molto ampi.
Questo presuppone che ogni partito presenterà in ogni circoscrizione una lista di candidati e non uno solo e ad essere eletti saranno i primi i ordine di presentazione delle liste. Mi fa venire in mente le elezioni pre-referendum 1992 quando le cordate tiravano il candidato maggiore e nulla più.
Ritengo questo il grande limite a questa legge. Perché non sono stati costituiti collegi elettorali piccoli dove ogni partito presenta un candidato solo? Candidato si intende che verrà eletto dopo la ripartizione dei seggi a livello Nazionale se ha conseguito un proprio alto quoziente elettorale.
In questo modo, oltre a rendere meno dispendiosa la campagna elettorale per i singoli candidati, si riempiva di responsabilità il candidato stesso in prima persona che nel proprio collegio rispondeva con il partito dei voti conseguiti.
Ritengo questa l’occasione per le sinistre: CHIEDERE LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE AL FINE DI RENDERLA “PIU’ PARITETICA” E OGNI CANDIDATO INTENZIONATO AD ESSER ELETTO DEVE “CORRERE DA SOLO”!!!!!!

Agostino De Zulian

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