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Lettera aperta ai parlamentari dell’Unione

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20 Dicembre 2006

Noi DONNE IN NERO ogni venerdì presidiamo la Piazza di Varese per sollecitare stili di convivenza e politiche di pace, senza i quali ogni progetto di democrazia, di uguaglianza, di solidarietà ma anche di sviluppo risulta impossibile. “Fuori la guerra dalla storia” è il richiamo che ci sentiamo di condividere tutti i venerdì con la città, le sue cittadine ed i suoi cittadini certe che la pace sia l’unica strada possibile.
Il nostro impegno è quindi quello di tenere viva l’attenzione denunciando ogni azione di guerra; dalla prima Intifada del 1988 alla guerra del Golfo e alla vicenda Jugoslava, dall’Afganistan nuovamente all’Iraq, dall’attuale situazione libanese all’ormai storica vicenda palestinese, gli eventi hanno imposto una nostra costante e visibile presenza tutti i venerdì in Piazza Monte Grappa.

Evidentemente, giunte al momento della scelta elettorale, il nostro desiderio è stato quello di una rottura netta con la politica guerrafondaia del governo Berlusconi.

Nel corso della campagna elettorale i partiti dell’Unione si sono assunti un impegno fondamentale direttamente con ciascuna di noi: il ritorno del contingente italiano dall’Iraq.

Siamo felici che questo impegno sia stato mantenuto.

Avremmo desiderato che questo ritorno aprisse la nuova fase politica italiana per dare un reale segno di cambiamento a tutto il paese ed in tal modo pagasse quel debito di riconoscenza nei nostri confronti, confermando la nostra fiducia ben riposta.

Se “voto di scambio” deve essere, questo sostanzialmente vi abbiamo chiesto: non privilegi, benefici o clientele per noi ma un impegno per allontanare se non la minaccia della guerra dal pianeta per lo meno la politica italiana da azioni scellerate e senza ritorno.

Riteniamo utile che questo governo prosegua in questo “cammino virtuoso” impegnandosi in altre azioni che ci stanno particolarmente a cuore.

· La necessità di ripensare al contingente militare in Afganistan dove le presenze straniere, che non hanno sollevato la popolazione dall’oscurantismo dei talebani, né contribuito alla ricostruzione e al ritorno della democrazia in quel paese, assistono all’acuirsi della situazione. Pertanto la presenza di truppe militari anche italiane continua a non trovare alcuna giustificazione se non quella di mantenere una militarizzazione del territorio. Un cambiamento di rotta su questo versante che sposti l’azione militare verso l’azione politica ci trova fin da ora favorevoli

· La necessaria presenza di forze di interposizione in Libano a difesa della popolazione civile vittima degli attacchi spinge a riflettere sulla necessità di immaginare ed attuare presenze in grado di far dialogare le parti in causa senza ricorrere all’uso delle armi, dando spazio, sostegno e mezzi a quelle istanze popolari che vedono nel dialogo e nella riappacificazione la possibilità di vivere in maniera feconda nel proprio territorio, una vera forza di interposizione nell’ottica di una difesa popolare nonviolenta. Inoltre riteniamo necessario che questa presenza in Medio Oriente possa favorire la presenza di una forza ONU in Palestina a difesa di quello stato, delle sue Istituzioni, della popolazione civile.

· La realizzazione della base militare USA presso l’aeroporto di Vicenza necessita del parere vincolante del governo; ci auguriamo non venga mai concesso

· L’aumento delle spese militari, a fronte non solo degli ideali di pace da noi auspicati, ma anche alla luce dei nuovi sacrifici necessari richiesti ai cittadini e alle cittadine a cui non ci vogliamo sottrarre, risulta assolutamente ingiustificato. L’aiuto a quei paesi in difficoltà meglio si esprime attraverso azioni umanitarie.

Inutile ricordare che la vostra presenza all’interno delle istituzioni democratiche è stata determinata anche dal nostro voto; il nostro rispetto per le istituzioni democratiche così come il vostro rispetto per le scelte delle cittadine e dei cittadini elettori sovrani si presuppone rendano inutile questo richiamo.
Certe che l’esercizio della democrazia non si esaurisca nel voto, ma impone la partecipazione alla vita democratica ed il costante richiamo a chi ha goduto della nostra fiducia ed ad essa non si può sottrarre, vi chiediamo di sollecitare all’interno della maggioranza queste proposte.

Disponibili ad aprire un dialogo diretto

Donne in nero di Varese

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