“Liceo artistico di Busto, ridateci almeno i laboratori”
22 Marzo 2021
Buongiorno,
siamo i genitori di tre figlie di 16, 14, 11 anni. Ieri eravamo in piazza a manifestare insieme ad altri genitori per chiedere il serio impegno per la riapertura della scuola.
Vi alleghiamo sotto copia delle lettera aperta che abbiamo inviato come genitori alla dirigenza e ai docenti del Liceo Artistico di Busto Arsizio. Il liceo ha infatti emesso una nuova circolare che per l’ennesima volta procrastinare l’avvio dei laboratori in presenza (pure ammessi dal dpcm). tali laboratori si sono attivati molto in ritardo e sempre in modo minimale ed ora sono stati nuovamente bloccati.
Abbiamo ritenuto di dover portare all’attenzione come tali scelte passino messaggi educativi molto deleteri: da un lato l’invisibilità dei ragazzi, il lasciarli nuovamente in un limbo senza domani ne attese, e dall’altro il fomentare implicitamente l’idea che la scuola sia il virus e i ragazzi siano gli untori (tesi peraltro non supportata da dati scientifici, come anche pubblicato oggi dall’articolo del Corriere della Sera di pagina 9).
Vi ringraziamo per l’attenzione che potrete dare alla nostra lettera aperta e vi auguriamo un buon lavoro.
Famiglia Girola
(sotto il testo della lettera aperta)
“Buongiorno
la presente mail per inviare alla cortese attenzione dei docenti e della dirigenza la seguente lettera aperta inerente la circolare n. 462 da voi emessa in data 18 marzo e recante la decisione di proseguire la DAD per tutte le classi, per tutte le materie, nonostante la legislazione attuale permetta la frequenza delle ore laboratoriali.
Inviamo la presente mail come genitori di tre figlie di 16,14, 11 anni . Una delle figlie frequentante il vostro istituto.Apprendiamo con rinnovato rammarico e sconforto che per l’ennesima volta il Liceo, pur potendo attivarsi per garantire le ore di laboratorio in presenza, ritiene opportuno scegliere altre strade e continuare l’attività in DAD.
Facciamo presente che:
-sebbene le ore di laboratorio sicuramente siano una minoranza, avrebbero però dato l’occasione ai ragazzi di poter riagganciare minimali, ma non per questo non essenziali, relazioni con i pari.
-vi ricordiamo che ogni azione educativa non è mai neutra ma porta sempre con sè valori e simboli impliciti di cui ogni educatore deve necessariamente essere consapevole e tenerne conto. Se da un lato ai ragazzi viene implicitamente trasmesso un senso di abbandono, ancora più gravemente si fomenta una comunicazione distorta che passa il messaggio che “la scuola è il virus e i ragazzi gli untori”.
-nella circolare viene addotto a motivazione della scelta il delicato momento che certamente si sta vivendo ma che, nuovamente, viene in toto fatto ricadere sui ragazzi. (peraltro statisticamente la fascia di età che è causa di aumentare esponenzialmente il contagio è quella compresa tra 20-59 anni, non certo quella cui frequenta le vostre scuola. Inoltre, da un recente studio scientifico le chiusure scuole sono risultate ininfluenti nella riduzione della curva di contagio)Siamo quindi a domandarvi:
-in che modo e con che parametri avete valutato il rischio connesso a tale decisione in relazione ai ragazzi , al loro benessere, al loro stato emotivo di fragilità, al loro svuotamento interiore.
-quali sono i dati reali di contagio della settimana scorsa che vi hanno indotto ad una così drastica decisione (e non intendiamo il dato di classi chiuse, ma i reali casi ed eventuali contagi all’interno della classe. E se essi riguardavano insegnanti o i ragazzi)
-in che modo la scuola si è attivata in rete con il comune, con i comuni del vostro bacino di utenza , con la rete di trasporto per attivare un servizio pubblico in grado di garantire migliorie nella gestione e negli orari
-in che modo, se si sono evidenziate, delle criticità/problematiche la scuola si è attivata per innovarsi per trovare nuove strategie e/ o nuovi spazi e modalità di fare lezione (vi ricordiamo che attualmente la lezione frontale di trasmissione del sapere che viene perpetuata attraverso la DAD appartiene ad un passato anacronistico che certamente non corrisponde né a questa epoca ne a i nostri ragazzi)
-in che modo avete pensato, valutato come costruire e garantire una relazione efficace con i vostri ragazzi e tra i ragazzi, anche attraverso la DADQueste sono le richieste, le evidenze e le domande che come genitori stiamo porgendo sia alla dirigenza che ai docenti.
Domande che nascono dal malessere profondo che vediamo ogni giorno nei nostri figli. Ragazzi che si stanno spegnendo, svuotando, alienando.
Domande che nascono dal fatto che ogni giorno la scuola entra virtualmente nelle nostre case. Nelle lezioni DAD non sentiamo parole di attenzione, di cura della relazione verso i ragazzi ma solo un vuoto trasmettere nozioni. Un proseguire cieco incurante del fatto che i ragazzi sono disinteressati alla lezione, che scrivono milioni di messaggini …
perchè questo malessere e questo bisogno di relazione, di sentirsi visti accolti e ascoltati è tanto forte ed è così ignorato da fare male .
Invisibili agli occhi sono diventati i vostri studenti?Il ruolo della scuola è anzitutto un ruolo educativo e “Chiusi in una stanza non si può imparare a diventare ciò che si vuole essere” (Pellai). Vi invitiamo quindi ad una profonda riflessione dell’agire educativo e a fermare il vostro sguardo sui ragazzi…su ogni persona che è lo studente che vi trovate davanti.
Due genitori che quotidianamente lottano per fare sponda al malessere dei loro figli e difendono la scuola come agenzia educativa”



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