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Lo stadio non deve diventare una megastruttura per far soldi

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2 Gennaio 2006

Caro Claudio, nel leggere il tuo “al lucro, al lucro” trovo affermazioni francamente incomprensibili e che a mio parere non rientrano nel tuo stile.
Mi spiego: con la stessa logica si potrebbe dire: siccome il comune non ha sufficienti fondi per mantenere i giardini estensi ed il relativo palazzo… troviamo privati disposti ad investire… e trasformiamolo in qualcosa d’altro, magari abbracciando il pensiero berlusconiano che anche le spiagge possono essere edificate… Visto che mancano soldi per tenerle pulite.
La protesta sul futuro destino dello stadio nasce anche da una considerazione più sociale, lo stadio non solo come luogo di culto del pallone, ma luogo dove sia possibile praticare molte discipline sportive, ripeto la domanda… Cosa centra il centro commerciale, la multisala, ecc. con lo sport? Varese può reggere più centri commerciali in cosi poco spazio fisico? La viabilità esistente può reggere tale prospettiva? i residenti della zona saranno felicissimi?
Altro punto: lo stadio è stato costruito con i soldi di tutti i cittadini, quindi è patrimonio pubblico, non si capisce perché e in nome di quali sani principi, occorre di fatto regalarlo a dei privati. E’indubbio che una volta trasformato nel progetto presentato sarà una cosa privata gestita da privati, dove tu singolo cittadino per accedervi dovrai in qualche modo “restituire l’investimento”, consumare…consumare….consumare.
Pensa cosa succederebbe se l’operazione, nel tempo, si rivelasse un fallimento ( la concentrazione di troppi centri commerciali in poco spazio, ad esempio), quali mega costi dovrebbe sostenere la comunità dei cittadini, per mantenere una mega struttura pensata solo “per fare soldi”.
Questi signori hanno cosi tanti soldi da investire per creare “un divertimentificio con annesso tempio del pallone” ?, bene, lo facessero però in una struttura privata, acquisendo le aree necessarie e destinate a tali scopi, troppo facile farla su un’area pubblica a costo zero, e con opere già esistenti che sono patrimonio della collettività.
Con immutata stima.
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Carissimo Zanellati
il progetto presentato dal Varese Calcio snatura il Franco Ossola? A modesto parere di chi scrive no: affiancare un multisala o un’area commerciale a un luogo dove si esibiscono calciatori professionisti non pare un sacrilegio e, senza montarsi troppo la testa, è il criterio adottato in molti stadi europei. Poi, come dicevo nel post it, si può discutere una vita della congruità del progetto di Sogliano e soci. Ma il criterio generale, quello di affidare a dei privati il salvataggio di un luogo di spettacolo e intrattenimento, mi pare non solo giusto ma doveroso e il paragone con i giardini pubblici non sta in piedi. L’alternativa sarebbe quella di vedere il Franco Ossola a pezzi e il Varese tra i dilettanti solo per tener fede a una sorta di “purismo” di principio. Quanto alla pratica sportiva, credo che da un pezzo gli amatori non si rivolgano più allo stadio di Masnago.
C.Del.

Franco Zanellati

Commenti

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