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Lo Stato ceda la Caserma Garibaldi al Comune

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16 Ottobre 2006

A volte la Democrazia esiste solo sui programmi elettorali. Questa riflessione mi viene in mente pensando alla stringente attualità locale, nel particolare la ormai nota diatriba sulla cessione della caserma Garibaldi di Varese. Davvero mi sento imbarazzato nel parlare alla gente che alla domanda << Ma perché la caserma che è pubblica, di tutti NOI CITTADINI CONTRIBUENTI è in questo stato d’abbandono pur pagando sonanti tasse al conclamato welfare state?>> Trova in me una serafica risposta che suona quasi come una battuta alla totò <>.
Mi scontro però col fatto, logico, che qualcosa di già nostro democraticamente parlando , poiché cittadini dello Stato, è da ricomprare al medesimo spendendo circa 40 euro pro capite ,che il comune ci anticipa, ma in qualche modo vorrà recuperare. Qui si va oltre gli schieramenti politici, oltre il piagnisteo di alcuni che lo proposero (a loro detta) ma che non lo fecero e, a quanto pare, se ne dimenticarono, oltre il bilancino delle entrate ed uscite che spera nel ribasso dell’offerta statale, oltre ai soliti noti che deplorano la fiducia al nuovo governo che al contrario non caccia una lira per il nord e per Varese (come al solito), si deve andare oltre tutto questo e non continuare in un rumoroso ed inutile battibecco. E’ giunto il momento di chiedere ciò che ci spetta. La caserma è nostra, punto. Che lo Stato ce la doni. Ci sobbarcheremo delle spese di riqualificazione con i soldi risparmiati e forniremo ai cittadini qualcosa di bello, di vivibile all’ingresso della città giardino. Il nostro biglietto da visita non può e non deve essere il fatiscente edificio di Via Magenta.
Chiudo, chiedendo a coloro che sono d’accordo con me a manifestare come i giovani padani stanno facendo con ogni mezzo a propria disposizione. Inoltre chiedo, ai soliti noti, di non spendere tempo nel dire “ ma noi lo diciamo da un pezzo” ma muovere le chiappe dal cadreghino, pur umile che sia, e correre in piazza a manifestare quanto detto. Forse a quel punto concorderò nel fatto che qualcosa di buono, i soliti noti chiaccheroni, a Varese lo fanno.

Emanuele Monti - Responsabile scuole Giovani padani

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