Ma quale integrazione?
30 Dicembre 2006
Ma che le uccidano come vogliono le bestie, questi nuovi cittadini di fede mussulmana. Perché rompergli le palle su una questione così stupida. Noi lombardi siamo da sempre stati rispettosi della cultura e della diversità dei popoli, quindi non possiamo negare a questi nuovi arrivati su terra lombarda un loro rito secolare. Li abbiamo anche noi i riti e le usanze, o no?!! Per restare in tema alimentare ci mangiamo ad esempio maiale, cavallo e coniglio che rispettivamente arabi inglesi e americani mai toccherebbero con la forchetta. Mia nonna sgozzava le galline con un cacciavite, e allora? Li vogliamo tutti come noi? Pensiamo veramente che l’integrazione creerà tanti sig. Abdul, Amin o Alibabà che il venerdì mangiano pesce e alla domenica vanno a messa? L’integrazione non sarà mai assimilazione ricordiamocelo, anzi l’integrazione trasformerà anche noi. Prepariamoci! Dovremmo abituarci alle moschee nei paesi, alle donne velate e segregate in casa, alle pause di preghiera nelle fabbriche e negli uffici, agli uomini in lenzuolo che girano per strada. E sapete perché? Perché le usanze, le consuetudini e i riti dei nuovi arrivati sono diritti spirituali della persona che mai uno stato di diritto come il nostro potrà negare. Sarebbe sbagliato! Come si fa a togliere loro il diritto di pregare, mangiare, cucinare come e dove vogliono? Ci potrà dar fastidio e dare un senso di smarrimento, ma se li abbiamo accettati ce li dovremmo tenere per sempre con tutto quello che ne consegue!!! O no?? Parlo al plurale perché l’Europa e l’Itaglietta siamo tutti noi, al di là di chi ci governa in questo momento. Due entità ormai senza più fede ne palle che hanno fatto la scelta di basare il proprio sviluppo economico sull’immigrazione di nuove genti, di nuova forza lavoro. E quì gente!! Con la finanza massonica che gongola!!! “Tutti in Europa che c’è posto per tutti” lo slogan che tambureggia sulle terre africane e asiatiche. Tanto poi i risvolti negativi li paga la società che non sarà più quella di prima!!! “Scappano dalla fame e dalle guerre”, “Gli immigrati servono alle aziende!!!” ci sbraitano i fautori del nuovo ordine mondiale, omologato, globalizzato, multirazziale, multireligioso, grigio e pericoloso. Parallelamente la nomenclatura europea misura bene le zucchine e i meloni ma ha fatto poco o nulla per portare dove c’è fame e guerra delle prospettive di democrazia, sviluppo e lavoro. L’immigrazione può essere vista come l’incapacità dell’occidente di aiutare il mondo. Spero in un futuro con più cooperazione e qualche “milione” di arabi ritornati ben felici nella loro terra a lavorare e prosperare. Vedrete che ci sarà anche più serenità, da parte di tutti, nel recarsi in una macelleria islamica ad acquistare qualche loro specialità.



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